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22 Marzo 2026
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La rinascita dopo l’attentato, Emanuele Ionà riparte e rilancia: “La Calabria si cambia restando, non scappando” (VIDEO)

Un anno dopo il rogo doloso che aveva distrutto la concessionaria a Campo Calabro, l’imprenditore riapre lo showroom e trasforma la crisi in crescita diventando nel frattempo consigliere regionale. Un racconto di resilienza, legalità e impegno civile

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Erano le otto del mattino dell’8 aprile 2025 quando un collaboratore suonò il citofono di casa di Emanuele Ionà. Le parole furono poche, brutali, sufficienti a cambiare per sempre una storia imprenditoriale nata con fatica e passione alle porte di Reggio Calabria. La concessionaria Calabria Motori, inaugurata appena due anni prima a Campo Calabro, era stata ridotta dalle fiamme a un cumulo di cenere e lamiere contorte. Un attentato doloso, come avrebbero poi confermato le indagini. Un atto vile contro un’impresa che aveva scelto, controcorrente, di costruire qualcosa di serio e duraturo nel Sud Italia.

A distanza di quasi un anno da quella notte, a Campo Calabro si torna a respirare aria di futuro. La resilienza vince sulla distruzione, la speranza batte le fiamme e quel fuoco che sembrava la fine di tutto si è trasformato nell’energia che ha dato anima alla ricostruzione e realtà a un sogno. La riapertura della concessionaria Calabria Motori non è solo un evento imprenditoriale, ma il simbolo concreto di una rinascita ostinata, costruita contro ogni logica di resa.

Dalle ceneri alla rinascita

Quello che accadde nelle ore immediatamente successive all’attentato racconta più di mille discorsi la cifra umana e imprenditoriale di Emanuele Ionà. Mentre i vigili del fuoco spegnevano ancora le ultime fiamme, la macchina organizzativa di Calabria Motori era già in moto. “Pensi che alle nove del mattino, solo quattro ore dopo aver spento le fiamme, la nostra concessionaria aveva già riaperto nell’altra sede”, dice con una punta di orgoglio trattenuto. “Non abbiamo perso un giorno di lavoro. Non abbiamo messo una persona in cassa integrazione, non abbiamo licenziato nessuno”.

Una risposta che suona come un atto di resistenza civile prima ancora che imprenditoriale. E che non si è fermata lì. A giugno, due mesi dopo l’incendio, Calabria Motori apriva la filiale BMW a Reggio Calabria. Il primo gennaio 2026 toccava a una terza filiale, a Messa d’Erme, completando un progetto di espansione del marchio BMW e Mini che sembrava impossibile proprio mentre i conti dei danni erano ancora aperti. “È stato un anno caratterizzato da un evento tragico”, ammette Ionà, “ma se devo essere onesto, è stato anche un anno bellissimo dal punto di vista imprenditoriale e personale”.

La macchinina che illuminò le macerie

Tra i ricordi di quella mattina drammatica, ce n’è uno che Emanuele Ionà porta con sé come un talismano. Un’immagine piccola, quasi poetica, che in mezzo alla devastazione gli indicò la strada. “Se andate giù a Reggio, c’è una macchinina da bambini, una mini piccolina, che è l’unico oggetto sopravvissuto all’incendio”, racconta. “Quel giorno l’ho fatta conservare, perché da quella macchinina sono voluto ripartire. Quella macchinina è il simbolo della gioia, della speranza, dell’idea stessa di futuro. Le macchinine sono quelle dei bambini, e se pensi ai bambini pensi alla gioia”. C’è dentro tutta la sua storia, in quelle parole. Ionà viene da una famiglia di motori, cresciuto tra officine e profumo di grasso, con le automobili nel sangue fin da piccolo. «Sento ancora l’odore dell’officina», confessa sorridendo. “Quando vedo le macchine, provo gioia. E quella macchinina, quel giorno, illuminata dal sole che sorgeva tra le macerie, mi ha detto di ripartire”.

Una comunità che ha saputo stringersi

La rinascita di Calabria Motori non è stata una storia solitaria. Attorno a Ionà, in quei mesi durissimi, si è stretta una rete di affetti, istituzioni e professionisti che ha reso possibile l’impossibile. “Le istituzioni sono state assolutamente vicine”, ricorda l’imprenditore. “Le indagini sono ancora in corso, ma tutte le forze di polizia, la magistratura stessa sono state molto presenti”. Un riconoscimento va anche ai media: “La stampa è stata straordinaria nell’aver raccolto il nostro momento di dolore e nell’averlo trasmesso all’Italia intera”.

Ma il pensiero più caldo Ionà lo riserva a chi ha messo le mani nella ricostruzione vera, quella di mattoni e cemento. “Ci hanno tenuto per mano tutte le maestranze che pochi anni fa avevano costruito questa azienda e che hanno dovuto ricostruirla”, dice.

Il messaggio agli imprenditori calabresi

Emanuele Ionà sa bene cosa significa fare impresa in Calabria. Sa cosa significa farlo rispettando le regole, pagando le tasse, rifiutando ogni forma di compromesso con ambienti che di quella terra hanno fatto strumento di potere e paura. E oggi, da quella posizione di chi ha subito sulla propria pelle il prezzo di questa scelta, parla chiaro ai colleghi imprenditori. “Bisogna seguire sempre la strada più lunga, quella più sicura, lontano da qualsiasi convivenza con ambienti criminali”, dice senza esitazione. “È la strada più difficile, è la più faticosa, ma è sempre quella che porta alle maggiori soddisfazioni. Più il percorso è lungo, più ti rafforzi. E quando arrivi al traguardo, ci arrivi da vincitore”.

A chi invece è tentato dalla scorciatoia, Ionà lancia un avvertimento che è anche una constatazione lucida della realtà: “Quella è la strada breve. Dopo poco sei preso nelle maglie. E oggi quelle maglie si chiamano ergastolo ostativo“. Il messaggio è diretto, senza sfumature: “Quando sei imprenditore non hai responsabilità solo verso la tua azienda o verso il tuo portafoglio. Rappresenti un territorio. E noi, che rappresentiamo un brand importante, abbiamo anche una responsabilità verso la Calabria intera“.

Dallo showroom al Consiglio regionale

Se la storia di Calabria Motori è già di per sé una parabola di straordinaria resilienza, quella di Emanuele Ionà lo è ancora di più. Perché in questo anno denso di ricostruzioni, l’imprenditore di Lamezia Terme ha aggiunto un nuovo capitolo alla propria vita: è diventato consigliere regionale della Calabria. “Ho scelto di impegnarmi in politica per la stessa ragione per cui mi sono impegnato in azienda”, spiega. “Perché se nella vita hai la fortuna di ottenere tanto, hai il dovere di dare tanto. Non solo in modo materiale, ma anche dando idee, spendendoti personalmente a favore della propria comunità, dei propri concittadini, della propria regione”.

Un impegno che ha moltiplicato le responsabilità, ma anche le soddisfazioni. “Prima avevo una responsabilità meramente privata”, riflette. “Oggi la responsabilità è diversa, gli impegni sono raddoppiati, ma le soddisfazioni sono raddoppiate anch’esse”.

Restare in Calabria: un privilegio, non un sacrificio

C’è una domanda, tra quelle che gli vengono rivolte più spesso, che Ionà ha imparato a rispondere senza pensarci su. Quanto costa restare in Calabria? “Nulla“, risponde secco. “È un privilegio restare in Calabria. La mattina ti alzi e sei a due minuti dal mare, o a mezz’ora dalla montagna. Puoi andare a mangiare una pizza con venticinque euro, guardare il tramonto su una spiaggia dove hai appena fatto il bagno ed essere la persona più felice del mondo”.

Ma il privilegio, per Ionà, non è solo geografico o gastronomico. È civile, è politico, è morale. !Soprattutto, è un privilegio essere calabrese. E agli amici della stampa dico sempre: non enfatizziamo troppo chi vuole distruggerla, questa terra. Più ne parliamo, più si sentono importanti. Vanno ignorati. E quando vengono catturati, vanno puniti”. Davanti a lui, intanto, ci sono due sogni da inseguire in parallelo: “Far crescere la mia azienda a livello nazionale — e oggi i numeri ci posizionano tra le primissime realtà del settore automotive in Italia — e far crescere la Calabria a livello istituzionale. Il prossimo sogno», conclude con un sorriso, «sarà il più bello. Continuiamo a lavorare insieme”.

Un segnale che va oltre l’impresa

La riapertura della concessionaria Calabria Motori non è soltanto il ritorno di un’attività commerciale. È il segno tangibile che anche dopo un atto vile, anche dopo la distruzione, si può scegliere di ricostruire senza piegarsi. “Non bisogna enfatizzare chi compie questi gesti. Più li si rende importanti, più si rafforzano. Vanno ignorati e combattuti con il lavoro e con l’esempio”, conclude Ionà. E forse è proprio qui il cuore di questa storia: nella capacità di trasformare le ceneri in un progetto più grande, più solido, più ambizioso. Una storia che parla di coraggio, responsabilità e futuro, e che da Campo Calabro arriva come un segnale forte per tutta la Calabria.

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