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6 Marzo 2026
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Lavoro femminile, allarme della Cgil in Calabria: “Solo il 33% delle donne ha un’occupazione”

La segretaria regionale Celeste Logiacco denuncia i dati sull’occupazione femminile: “Percentuali tra le più basse in Europa e troppe lavoratrici precarie”

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In Calabria appena il 33,1% delle donne tra i 16 e i 64 anni risulta occupato. Una percentuale che, secondo la Cgil Calabria, rappresenta uno dei livelli più bassi non solo a livello nazionale ma anche nel contesto europeo.

A richiamare l’attenzione sulla situazione è la segretaria regionale del sindacato Celeste Logiacco, che in una nota sottolinea come dalle rilevazioni regionali emerga un dato ancora più critico: meno di una donna su tre dispone di un lavoro regolare.

Disuguaglianze e precarietà nel mercato del lavoro

Secondo Logiacco la condizione occupazionale femminile in Italia presenta già criticità rilevanti, ma in Calabria la situazione appare ancora più complessa.

Molte donne entrano nel mercato del lavoro con contratti temporanei, part-time involontari o salari inferiori rispetto ai colleghi uomini, fattori che contribuiscono ad ampliare il divario economico e sociale.

Tra le categorie più esposte alla precarietà vengono segnalate soprattutto le giovani con un basso livello di istruzione e le lavoratrici straniere, spesso impiegate in settori come agricoltura, turismo, ristorazione e servizi alle famiglie.

Le difficoltà tra lavoro e responsabilità familiari

Un altro nodo evidenziato dal sindacato riguarda la difficoltà di conciliare l’attività lavorativa con le responsabilità familiari.

In Calabria, osserva la segretaria della Cgil, i servizi di supporto alla genitorialità e alla cura degli anziani risultano insufficienti o difficilmente accessibili, situazione che spesso costringe molte donne a scegliere tra lavoro e assistenza ai familiari.

Questa condizione, oltre a incidere sull’autonomia economica femminile e sulle future tutele previdenziali, rischia di rallentare anche la crescita complessiva della regione.

L’appello della Cgil

Per il sindacato la piena emancipazione delle donne passa attraverso lavoro stabile, tutele adeguate e retribuzioni eque, insieme al rafforzamento del welfare pubblico e dei servizi di cura.

Secondo Logiacco, inoltre, è necessario un cambiamento culturale capace di superare stereotipi e ruoli di genere ancora radicati, garantendo pari diritti e opportunità nel mondo del lavoro.

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