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10 Marzo 2026
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L’ingegneria del futuro fermenta all’Unical. Nasce “Birra 45C” il primo microbirrificio digitale

All’Unical nasce LEONARDO, una Learning Factory d'avanguardia dove gli studenti di Ingegneria Gestionale governano la produzione brassicola attraverso Intelligenza Artificiale, Digital Twin e Realtà Aumentata.

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La didattica universitaria rompe gli schemi tradizionali e si sposta dalla cattedra al piano di produzione. All’Università della Calabria, l’apprendimento non è più solo teorico ma diventa un’esperienza immersiva grazie al progetto europeo Erasmus+ LEONARDO (Learning & Experimentation Open-Access factoRy for inDustrial wOrkforce 5.0). All’interno del corso di Smart Factories, gli studenti di Ingegneria Gestionale hanno ora a disposizione un microbirrificio didattico interamente digitalizzato, un ecosistema dove Internet of Things (IoT), Intelligenza Artificiale e simulazioni Digital Twin non sono più concetti astratti, ma strumenti di gestione quotidiana. È il paradigma dell’Industria 5.0: la tecnologia non è un sostituto dell’operatore, ma un acceleratore delle sue capacità in un’ottica strettamente umanocentrica.

La nascita della “45C”: sinergia tra ricerca e mercato

Il debutto della birra “45C” segna un punto di svolta nella collaborazione tra il Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Energetica e Gestionale (DIMEG) dell’Unical e il tessuto imprenditoriale, rappresentato dalla software house CAL-TEK Srl. Sotto la guida del team di Impianti Industriali, i futuri ingegneri hanno assunto il ruolo di responsabili di processo, supervisionando il primo lotto di produzione. Attraverso visori di Realtà Aumentata per l’assistenza operativa e algoritmi di AI per il controllo qualità, LEONARDO si pone come un’eccellenza unica nel panorama italiano: una “fabbrica dell’apprendimento” progettata per formare professionisti capaci di governare l’innovazione con responsabilità ed etica.

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La visione del coordinatore: teoria e pratica nel segno dell’Europa

Antonio Padovano, Professore Associato presso il DIMEG e Responsabile del Laboratorio USS di Simbiosi Uomo-Tecnologia, sottolinea l’importanza internazionale dell’iniziativa: “È un progetto che nasce nell’ambito del quadro di un programma europeo innestato all’interno di Erasmus come un progetto internazionale che coinvolge l’Unical e il nostro laboratorio come coordinatori, l’Università di Malta, l’Università di Scienze Applicate dell’Alta Austria, una startup – un’azienda locale Caltek s.r.l. – e EIT Manufacturing, un istituto europeo di digitalizzazione e manifattura digitale. L’obiettivo è proprio quello di trovare nuovi modi per creare un connubio tra quella che è la teoria che viene insegnata a lezione in ambito fabbrica intelligente con quello che è invece il mondo industriale, molto pratico, molto applicativo. Questo è quindi un ambiente che noi denominiamo ‘Learning Factory’, come un laboratorio in cui lo studente sperimenta diverse tecnologie digitali, dall’intelligenza artificiale, alla realtà virtuale aumentata, al controllo remoto e digitale di diversi strumenti, fino anche a dispositivi mobili come tablet e smartphone che consentono anche a chi ha poche competenze nel gestire un processo industriale manifatturiero a svolgere il suo lavoro con alti standard qualitativi. Quindi noi abbiamo allestito diversi ‘Learning Corner’ – diversi angoli di apprendimento – proprio per creare degli spazi utilizzati dagli studenti per capire l’applicabilità pratica e fattiva di queste tecnologie digitali in ambito manifatturiero.”

Oltre l’accademia: la scalabilità industriale

Il successo del modello LEONARDO ha già varcato i confini del campus di Arcavacata. La metodologia sviluppata possiede un potenziale di trasferimento tecnologico immediato verso l’industria alimentare e manifatturiera. L’interesse manifestato da player nazionali conferma che la strada intrapresa è quella corretta per anticipare le esigenze del mercato reale. In merito alle prospettive future, il professor Padovano è netto: “È un procedimento che assolutamente può essere replicato su vasta scala, tant’è che abbiamo diverse collaborazioni in corso sia con birrifici artigianali calabresi che, diciamo, abbiamo ricevuto interesse anche da aziende nazionali di birra che erano interessate proprio a vedere il laboratorio e a capire come effettivamente stiamo lavorando per creare le possibili tecnologie del futuro che possono essere utilizzate all’interno di un birrificio, ma non solo”.

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