× Sponsor
10 Febbraio 2026
10.2 C
Calabria
spot_img

Mappa del Pil 2024: l’Europa accelera ma sei regioni italiane stentano. Calabria in rosso

I nuovi dati Eurostat certificano una frenata localizzata per l'economia italiana: cala la nostra regione insieme a Liguria e Molise, mentre il Veneto resta al palo.

spot_imgspot_img
spot_imgspot_img

Il 2024 consegna un’Europa a due velocità, dove la crescita si frammenta tra i territori e l’Italia mostra le sue prime, preoccupanti, crepe regionali. Secondo le ultime rilevazioni Eurostat, mentre il PIL reale è aumentato in 169 regioni dell’Unione Europea, 64 territori hanno registrato una contrazione. Tra questi, sei regioni italiane e la provincia autonoma di Bolzano hanno chiuso l’anno con il segno meno, segnalando una difficoltà strutturale nel mantenere il passo con la ripresa continentale.

La mappa del segno meno in Italia

La flessione italiana non risparmia né il Nord né il Sud, colpendo aree con tessuti economici radicalmente diversi. In coda alla classifica nazionale si posizionano il Molise (-1,2%) e la Liguria (-1,1%), le uniche a superare il punto percentuale di calo. Segue la provincia di Bolzano, che arretra dell’1%, mentre la Calabria flette dello 0,6%. Più contenute, ma comunque significative nel segnalare una stagnazione, le diminuzioni registrate in Puglia (-0,2%)Veneto (-0,1%) e Marche (-0,1%).

Gli estremi del continente: il caso Bulgaria e l’Irlanda

Allargando l’orizzonte al resto dell’Unione, la geografia economica del 2024 appare quanto mai polarizzata. La Bulgaria incarna perfettamente questa dicotomia: da un lato festeggia il primato europeo di crescita con la regione di Yuzhen Tsentralen (+11,6%), dall’altro subisce il crollo più verticale del continente a Yugoiztochen, dove il PIL reale è sprofondato del 12,7%.

Tra i territori più dinamici spiccano anche l’irlandese Eastern and Midland (+8,5%), seguita da un’altra regione bulgara, Severen Tsentralen (+8,4%). Bene anche Malta, che cresce del 7,0%, e la regione d’oltremare francese di Mayotte (+6,2%).

Le zone d’ombra della recessione locale

Se la Bulgaria occupa entrambi gli estremi della classifica, altre aree mostrano segnali di sofferenza marcata. Il Southern irlandese perde il 5,5%, seguito da La Réunion (-3,7%). Chiudono il gruppo delle aree in maggiore difficoltà la regione irlandese Northern and Western e l’austriaca Kärnten, entrambe con una contrazione del 3,6%. Per l’Italia, il dato Eurostat rappresenta un campanello d’allarme che impone una riflessione sulle politiche di coesione e sulla capacità dei singoli territori di agganciare le grandi direttrici dello sviluppo europeo.

spot_imgspot_img

ARTICOLI CORRELATI

ULTIME NOTIZIE