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1 Aprile 2026
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Ministero della Cultura, proroga per i precari calabresi: l’annuncio di Wanda Ferro

Il provvedimento riguarda circa 300 lavoratori calabresi e punta a garantire continuità occupazionale e servizi nei musei e nei siti culturali

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Una proroga fino al 31 dicembre 2026 per i lavoratori precari del Ministero della Cultura impiegati in Calabria. Ad annunciarla è il sottosegretario all’Interno Wanda Ferro, che attribuisce il risultato a un emendamento riformulato dal Governo nell’ambito del decreto Pnrr, con l’individuazione delle relative coperture finanziarie.

“È grazie a un emendamento riformulato dal Governo al decreto PNRR, che ha anche individuato le necessarie coperture finanziarie, che è stata disposta la proroga dei contratti dei lavoratori precari del Ministero della Cultura fino al 31 dicembre”, ha dichiarato Ferro.

Coinvolti circa 300 lavoratori calabresi

Il provvedimento riguarda una platea di circa 300 lavoratori calabresi, impiegati in particolare nei musei e nei siti culturali della regione. La proroga consente di evitare, almeno per il momento, l’interruzione dei rapporti di lavoro e punta a garantire continuità nell’erogazione dei servizi legati alla fruizione del patrimonio culturale.

Si tratta di una misura attesa da settimane, anche alla luce del dibattito politico e parlamentare che si era sviluppato attorno alla posizione dei lavoratori coinvolti, molti dei quali operano da anni all’interno delle strutture del MiC nel Mezzogiorno.

Ferro: “Lavoro serio e concreto della maggioranza”

Nel suo intervento, il sottosegretario di Fratelli d’Italia ha rivendicato il ruolo della maggioranza parlamentare nella definizione della misura. “L’emendamento approvato – prosegue Ferro – ha riformulato le proposte avanzate dai parlamentari della maggioranza, in particolare Vietri per Fratelli d’Italia e Cannizzaro, Gentile e Pierro per Forza Italia, oltre ad altre proposte emendative delle opposizioni”.

“Un lavoro serio e concreto che ha consentito di raggiungere un risultato importante per circa 300 lavoratori calabresi, garantendo continuità occupazionale e la fruizione di musei e siti culturali”, ha aggiunto.

Il nodo occupazionale e la continuità dei servizi

Il tema non riguarda soltanto il lavoro, ma anche il funzionamento di molti presìdi culturali sul territorio. In diversi casi, infatti, la presenza di personale a tempo determinato è considerata essenziale per assicurare l’apertura ordinaria e la gestione quotidiana di musei, parchi archeologici e altri luoghi della cultura.

La proroga fino a fine anno viene dunque letta anche come un intervento utile a scongiurare possibili ricadute sull’accessibilità e sulla fruizione dei siti culturali, soprattutto in una regione come la Calabria, dove il patrimonio storico e archeologico rappresenta un settore strategico anche sul piano turistico.

“Attenzione verso un comparto strategico per il Sud”

Ferro ha inoltre sottolineato il significato politico della misura, inserendola nel quadro più ampio delle politiche per il Mezzogiorno e per la valorizzazione del comparto culturale.

“Il Governo, grazie anche alla sensibilità e all’impegno del ministro Tommaso Foti, ha dimostrato ancora una volta senso di responsabilità e attenzione verso un comparto strategico per le regioni del Sud come quello della cultura, intervenendo con tempestività e soprattutto con atti concreti”, ha affermato il sottosegretario.

Secondo Ferro, l’obiettivo è quello di assicurare da un lato stabilità ai lavoratori e dall’altro servizi adeguati ai cittadini e ai visitatori.

La prospettiva: superare il precariato

Nella parte finale della dichiarazione, Wanda Ferro ha rilanciato la necessità di arrivare a una soluzione strutturale, che non si limiti alle proroghe periodiche ma affronti in modo stabile il tema della precarietà nel comparto.

“Continueremo a lavorare per costruire soluzioni strutturali che superino definitivamente la precarietà e valorizzino le professionalità impegnate nella tutela e nella promozione del nostro patrimonio culturale”, ha concluso.

Un passaggio che riporta al centro una questione aperta da tempo: quella del futuro occupazionale di lavoratori che, pur operando in un settore chiave per il territorio, restano ancora in attesa di una definizione stabile del proprio percorso professionale.

Una misura ponte in attesa di sviluppi

La proroga fino al 31 dicembre rappresenta dunque un primo risultato sul piano della continuità lavorativa, ma non esaurisce il confronto politico e sindacale sul tema. Resta infatti aperto il nodo di una possibile stabilizzazione e di un percorso capace di dare risposte definitive a una platea di lavoratori che da anni garantisce il funzionamento di una parte significativa del sistema culturale calabrese.

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