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23 Marzo 2026
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Negozi automatici H24, il Codacons va all’attacco e diffida i sindaci: “Serve la Robot Tax”

L'associazione dei consumatori chiede alla Regione Calabria di tassare le attività senza dipendenti per finanziare le botteghe storiche.

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Il Codacons Calabria passa all’attacco contro la proliferazione incontrollata dei punti vendita automatici h24, notificando una serie di istanze formali al Presidente della Regione e ai vertici di ANCI Calabria. L’obiettivo dell’iniziativa è sanare una disparità normativa che, secondo l’associazione, penalizza i bar tradizionali e favorisce modelli di business privi di ricadute occupazionali sul territorio.

A guidare la mobilitazione sono motivazioni tanto economiche quanto sociali ed etiche, come spiega Francesco Di Lieto del Codacons: “Alzare la serranda ogni mattina non è solo un rito, è un atto di resistenza civile. Significa presidiare il territorio e garantire il pane a chi vive del proprio salario. Oggi ci spacciano per ‘sviluppo’ dei loculi freddi di lamiera e neon, ma come denunciava Pasolini, stiamo tragicamente confondendo il benessere delle merci con la civiltà degli uomini”.

La diffida ai comuni: controlli igienici e stop alle 22

Il nodo della questione risiede negli standard normativi. Mentre un bar tradizionale è sottoposto a severissimi vincoli strutturali e sanitari, ai distributori automatici è spesso consentito operare in spazi angusti, talvolta privi di allacci idrici e servizi igienici. “È inaccettabile che chi somministra cibi e bevande possa prescindere dalle regole imposte a qualunque altro esercente” incalza l’associazione.

Per questo motivo, il Codacons ha inviato una diffida formale ai Sindaci calabresi, chiamati in causa nella loro veste di Autorità Sanitaria Locale. Le richieste ai Comuni sono perentorie: Verifiche straordinarie sulla conformità igienico-sanitaria dei locali h24 e sul rispetto del decoro urbano. Stop alle macchine alle ore 22 in assenza di un presidio umano all’interno del locale. Tutela dei minori e del commercio di vicinato, con il divieto di nuove aperture vicino a scuole, parchi o in adiacenza ai bar tradizionali laddove si creino criticità di sicurezza e vivibilità.

La proposta alla Regione: uniformità normativa e “Robot Tax”

Sul piano legislativo, la richiesta presentata alla Regione Calabria si muove su due binari paralleli. Da un lato si chiede la modifica del Testo Unico del Commercio per uniformare i requisiti strutturali e igienici di tutte le attività di somministrazione, senza fare sconti all’automazione.

Dall’altro, il Codacons propone l’introduzione della “Robot Tax”: un prelievo fiscale specifico per le attività commerciali prive di dipendenti. Il gettito derivante da questa nuova imposta dovrebbe essere vincolato al sostegno e al finanziamento delle botteghe storiche del territorio e delle startup giovanili che scelgono di fare impresa creando posti di lavoro reali.

“Ma la vera rivoluzione parte da noi – conclude l’associazione – Torniamo a scegliere i bar fatti di persone, dove il caffè ha il sapore del lavoro vero e non di una transazione digitale. Il risparmio di pochi centesimi su una tazzina è il prezzo del licenziamento di un padre di famiglia: non finanziare il deserto, scegli il lavoro umano”.

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