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9 Marzo 2026
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Parità retributiva, novità per i lavoratori: un’informativa annuale per conoscere i salari medi

L’obiettivo è promuovere parità salariale, contrastare i contratti pirata e semplificare gli adempimenti per tutte le aziende, anche quelle piccole

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Il lavoratore potrà richiedere informazioni sui livelli retributivi medi adottati in azienda non più di una volta l’anno. È la proposta avanzata dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro (CNO) durante l’audizione presso la Commissione Lavoro della Camera dei Deputati sullo schema di decreto legislativo di recepimento della direttiva europea sulla parità retributiva (2023/270).

La proposta mira a fissare un limite temporale alle richieste di informazioni, così da evitare che un numero eccessivo di domande possa generare complessità gestionali per le imprese. Secondo il Cno, tale limite dovrebbe essere applicato a tutte le aziende, indipendentemente dalle loro dimensioni.

Giudizio positivo sul decreto

Nel corso dell’audizione, il Consiglio nazionale dei Consulenti del Lavoro ha espresso una valutazione complessivamente positiva sullo schema di decreto, sottolineando in particolare il rafforzamento del ruolo della contrattazione collettiva.

Secondo l’organismo, la previsione secondo cui l’applicazione di un contratto collettivo nazionale comporti una presunzione di conformità ai principi di trasparenza salariale potrebbe produrre effetti positivi sul mercato del lavoro. In questo modo, infatti, si contribuirebbe a scoraggiare il ricorso ai cosiddetti “contratti pirata”, ossia accordi collettivi privi di reale rappresentatività.

Coinvolgere le parti sociali

Tra le proposte avanzate durante l’audizione, i Consulenti del Lavoro hanno evidenziato anche la necessità di un coinvolgimento strutturato delle parti sociali nella definizione dei criteri per individuare i cosiddetti “lavori di pari valore”.

L’obiettivo è quello di individuare un metodo condiviso per valutare le mansioni e garantire una reale applicazione del principio di parità retributiva tra uomini e donne.

Semplificazione per le imprese

Un altro aspetto giudicato positivamente riguarda la semplificazione degli adempimenti per le aziende. In particolare, il Cno ha apprezzato la scelta di considerare l’informativa fornita al momento dell’instaurazione del rapporto di lavoro – come previsto dal decreto legislativo 104 del 2022 – come modalità ordinaria per adempiere agli obblighi di trasparenza.

Un’attenzione particolare è stata riservata anche alle piccole imprese, soprattutto a quelle con meno di 50 dipendenti. Secondo il Consiglio nazionale dei Consulenti del Lavoro, questa impostazione consente di garantire trasparenza senza compromettere l’operatività della maggior parte del tessuto imprenditoriale italiano.

Tutela della privacy

Tra gli elementi positivi evidenziati nel corso dell’audizione figura anche il riferimento esplicito al rispetto della normativa sulla privacy nell’applicazione delle nuove regole sulla trasparenza retributiva.

Inoltre, la decisione di demandare a un apposito decreto del Ministero del Lavoro la definizione delle modalità di raccolta e pubblicazione dei dati sui livelli retributivi medi dovrebbe evitare il rischio di identificazioni indirette delle retribuzioni dei singoli lavoratori.

Le osservazioni sono state elaborate dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro nell’ambito del confronto istituzionale sul recepimento della direttiva europea dedicata alla parità salariale.

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