La possibilità di anticipo pensionistico per le lavoratrici, nota come Opzione Donna, è destinata a terminare nel 2026, nonostante alcuni tentativi di prorogarla e di ampliare la platea delle beneficiarie. La proposta di Fratelli d’Italia, che mirava a includere ulteriori categorie di lavoratrici, è stata dichiarata inammissibile dal Senato perché priva di coperture finanziarie certe, costringendo il partito a riformularla.
La misura e i requisiti attuali
Oggi, Opzione Donna riguarda lavoratrici caregiver, invalide o dipendenti di aziende in crisi, con almeno 35 anni di contributi e un’età minima di 61 anni (ridotta a 59 in base al numero di figli). Il testo originale della Legge di Bilancio 2026 non prevedeva alcun intervento: il governo aveva deciso di cancellarla. Diverse opposizioni e alcune forze di maggioranza avevano chiesto un rinnovo, ma la proposta di FdI, a prima firma della senatrice Mancini, è stata bloccata per mancanza di coperture economiche.
Il blocco tecnico del Senato
La decisione del presidente della Commissione Bilancio del Senato di dichiarare inammissibili 105 proposte riguarda questioni tecniche: la formulazione degli emendamenti non rispettava i criteri richiesti, oppure prevedeva spese aggiuntive senza indicare le fonti di finanziamento. Nel caso di FdI, la misura avrebbe allargato la platea includendo donne disoccupate con almeno 18 mesi di lavoro nei tre anni precedenti e che avevano usufruito di Naspi, escludendo le dipendenti di aziende in crisi. La mancanza di indicazione delle risorse ha determinato il blocco.
Alternative e opposizioni
Resta invece attiva la proposta della Lega, che prevede un semplice rinnovo della misura senza modificare i requisiti attuali. Le opposizioni, tra cui il M5s, hanno criticato duramente il governo: «Presentare un emendamento senza coperture è l’ennesimo schiaffo a migliaia di lavoratrici», ha dichiarato la deputata Chiara Appendino. Tra gli emendamenti approvati c’è anche il ritorno alla versione originaria di Opzione Donna, con criteri più inclusivi rispetto alla legge attuale.
Prospettive future
Con tutta probabilità, FdI riformulerà il proprio emendamento per cercare di superare il blocco e riproporre l’allargamento della misura. Nel frattempo, le lavoratrici interessate devono fare i conti con un futuro incerto e con la scadenza naturale della misura a fine 2025.








