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19 Marzo 2026
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Ponte sullo Stretto, Cisal Calabria e Sicilia in piazza a Messina: “Non è ideologia, è lavoro”

Sindacati e società civile mobilitati il 28 marzo: l’infrastruttura vista come leva occupazionale e snodo strategico europeo

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Sabato 28 marzo Messina diventerà il punto di convergenza di sindacati, associazioni e movimenti civici del Sud. Tra i protagonisti della manifestazione promossa dalla “Rete Civica per le Infrastrutture nel Mezzogiorno” ci saranno le delegazioni di CISAL Calabria e CISAL Sicilia, che ribadiscono una linea chiara e consolidata: il Ponte sullo Stretto è prima di tutto una questione di lavoro.

Una presenza definita “convinta” dai rappresentanti sindacali, che sottolineano come il tema infrastrutturale sia ormai centrale per il futuro occupazionale del Mezzogiorno.

“Un’occasione irripetibile per l’occupazione”

“La CISAL ha sempre considerato il Ponte un’opera di respiro europeo e un’occasione irripetibile sul piano occupazionale”, dichiarano il commissario regionale Calabria Vitaliano Papillo e il coordinamento regionale Sicilia Giuseppe Badagliacca e Nicolò Scaglione. “Centinaia di migliaia di lavoratori di queste due regioni aspettano da decenni infrastrutture all’altezza del resto del Paese. Non possiamo permetterci di continuare a perdere tempo”. Il sindacato pone quindi l’accento su una lettura non ideologica del progetto, ma legata alla sua capacità di generare posti di lavoro e nuove opportunità economiche.

Cantieri e sviluppo: l’effetto moltiplicatore

Secondo CISAL, il Ponte rappresenta un vero volano economico. Non solo per l’impatto immediato legato ai cantieri — con migliaia di occupati previsti — ma anche per gli effetti di lungo periodo su turismo, logistica, industria e commercio.

L’infrastruttura, inserita in un più ampio piano di potenziamento ferroviario e autostradale, viene vista come un elemento chiave per colmare il gap infrastrutturale storico tra Nord e Sud.

Il nodo europeo e il costo dell’insularità

Un altro punto centrale riguarda il posizionamento strategico. Il Ponte consentirebbe a Sicilia e Calabria di entrare stabilmente nei grandi corridoi europei del trasporto, riducendo il costo dell’insularità e accorciando le distanze economiche e logistiche.

“Come sindacato il nostro metro di giudizio è uno solo: l’interesse dei lavoratori e delle loro famiglie”, proseguono Papillo, Badagliacca e Scaglione. “E l’interesse dei lavoratori del Sud è che si costruisca, che si investa, che si creino opportunità reali per chi oggi è costretto ad andarsene”.

Dalle parole ai fatti

A rafforzare la posizione della Confederazione c’è anche un passaggio concreto: la sottoscrizione del CCNL della Società Stretto di Messina, interpretata come un segnale operativo di adesione al progetto.

La manifestazione del 28 marzo, dunque, non sarà soltanto una mobilitazione simbolica, ma la rappresentazione di una domanda precisa: lavoro, investimenti e infrastrutture per il Sud.

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