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13 Maggio 2026
13 Maggio 2026
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Rinnovabili, il 2025 segna la frenata più dura: calo installazioni e fondi Pnrr ridotti

Legambiente e Kyoto Club lanciano l’allarme: autorizzazioni lente, obiettivi 2030 lontani e Comunità Energetiche bloccate da burocrazia e tagli ai finanziamenti

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Il 2025 si apre con una battuta d’arresto per le energie rinnovabili in Italia. Dopo una stagione di espansione costante, il settore mostra segnali di forte rallentamento: tra gennaio e ottobre sono stati installati appena 181mila nuovi impianti, un crollo del 27% rispetto allo stesso periodo del 2024. La nuova potenza si ferma a 5.400 MW (-10%), mentre la produzione complessiva scende del 2,5%, complice soprattutto il tonfo dell’idroelettrico.

Obiettivi 2030 fuori traiettoria

Il quadro emerge dal Forum Qualenergia di Legambiente e Kyoto Club, che parla senza mezzi termini di “ritardo strutturale”. L’Italia ha infatti raggiunto solo il 28% della potenza necessaria per centrare gli obiettivi fissati per il 2030. Ben dodici Regioni restano indietro, con traiettorie che non convergono verso i target fissati dall’UE e dall’esecutivo.

Comunità Energetiche al palo

Non va meglio sul fronte delle Comunità Energetiche Rinnovabili. In cinque anni sono stati installati appena 115 MW, un dato che conferma l’impianto ancora fragile di uno strumento considerato strategico per la partecipazione energetica dei territori. A frenare lo sviluppo: burocrazia, norme complesse, tempistiche autorizzative troppo lunghe.

Il caso PNRR e la richiesta di misure urgenti

A pesare sul settore c’è anche il taglio ai finanziamenti PNRR: dai 2,2 miliardi inizialmente previsti si è scesi a 795 milioni, una riduzione che rischia di comprimere ulteriormente investimenti e progettazione. Le due associazioni chiedono ora interventi immediati per sbloccare le autorizzazioni, semplificare le procedure e rilanciare una transizione energetica che rischia altrimenti di deragliare.

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