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3 Aprile 2026
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Salari in aumento nel 2025, ma gli italiani faticano a recuperare il potere d’acquisto perduto

Solo metà dei lavoratori ha contratti aggiornati, la pubblica amministrazione resta indietro. La crescita è disomogenea tra settori, con industria e servizi che viaggiano a ritmi diversi

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Nel corso del 2025 i salari hanno registrato un aumento medio del 3,1%, superando il tasso d’inflazione che si è fermato all’1,7%. Nonostante questo recupero, il potere d’acquisto dei lavoratori resta comunque inferiore ai livelli precedenti alla pandemia, con una differenza di circa sette punti percentuali rispetto al periodo pre-Covid.

Copertura contrattuale ancora parziale

A fine anno, solo poco più della metà dei dipendenti italiani beneficiava di contratti collettivi aggiornati con aumenti salariali recenti. Nel settore privato la situazione è più favorevole, con circa tre lavoratori su quattro coperti da accordi aggiornati, in particolare nei settori agricolo e industriale. Nella pubblica amministrazione, invece, la maggior parte dei contratti è scaduta, e le retribuzioni restano legate agli accordi precedenti.

Crescita salariale a velocità diverse tra settori

Gli incrementi retributivi non sono stati uniformi: mentre privato e industria segnano una crescita superiore alla media, i servizi registrano aumenti più contenuti. Nel pubblico impiego gli incrementi si fermano sotto il 3%, limitati ai rinnovi già recepiti. Dal 2020, il costo della vita è cresciuto di circa il 20%, mentre gli stipendi sono saliti solo del 10%, determinando una perdita reale del potere d’acquisto.

Segnali di ripresa moderata e prudenza delle aziende

Negli ultimi mesi del 2025 la crescita dei salari è stata costante ma moderata, con traino da parte di ministeri, forze armate e vigili del fuoco. Al contrario, settori come telecomunicazioni e farmacie private hanno registrato poche variazioni.

L’occupazione mostra segnali positivi, ma le imprese restano caute: le ore di cassa integrazione autorizzate aumentano, sebbene solo in parte utilizzate, a testimonianza di un clima di prudenza più che di crisi conclamata.

Servizi e commercio estero più dinamici dell’industria

Nel 2025 il fatturato industriale ha subito un lieve rallentamento, mentre il settore dei servizi continua a espandersi. Sul fronte internazionale, le importazioni verso Paesi extra-UE hanno superato le esportazioni, riducendo l’avanzo commerciale e penalizzando la manifattura. Questo contesto spiega perché, nonostante il recupero salariale, le prospettive per le aziende rimangono caute.

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