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25 Maggio 2026
25 Maggio 2026
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Saldi invernali ai blocchi di partenza: giro d’affari da 6 miliardi. Ma l’acquisto scatta solo se l’offerta è reale

Secondo Confesercenti, il 92% degli italiani è pronto ad approfittare degli sconti, privilegiando ancora il negozio fisico (87%).

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I saldi di fine stagione si confermano un appuntamento imperdibile: il 92% dei cittadini esprime interesse per le promozioni, mentre solo un esiguo 8% dichiara di voler escludere qualsiasi tipo di acquisto. Secondo il sondaggio condotto da Ipsos per Confesercenti, il volume d’affari complessivo stimato per quest’anno potrebbe toccare la soglia dei 6 miliardi di euro.

Nonostante l’avanzata tecnologica, il negozio fisico rimane il baricentro dell’esperienza d’acquisto per l’87% degli intervistati. Tuttavia, l’e-commerce è ormai una realtà strutturale: il 54% dei consumatori utilizzerà anche il web e, grazie alla sovrapposizione tra i due canali, il 41% adotterà un approccio multicanale. La spinta digitale è particolarmente evidente nella fascia d’età tra i 18 e i 34 anni, dove l’online tocca punte del 63%. A livello geografico, la fedeltà al commercio tradizionale è più marcata nel Nord e nel Centro Italia (89%), mentre scende leggermente nel Mezzogiorno (82%).

Budget e spesa: il divario tra “big spenders” e consumatori oculati

L’interesse teorico per i saldi deve però scontrarsi con una marcata selettività pratica. Il 53% dei potenziali acquirenti dichiara che comprerà solo se troverà “l’offerta giusta”, a testimonianza di come il fattore convenienza sia diventato l’unico vero motore della transazione. Sebbene il 40% abbia già pianificato gli acquisti — con 2 milioni di persone che hanno già usufruito di pre-saldi — il 54% ha comunque fissato un tetto massimo di spesa per il settore moda.

Analizzando i budget, emerge una distribuzione eterogenea: la spesa media prevista è di circa 292 euro a persona, ma il dato mediano rivela che un consumatore su due non supererà i 200 euro. A far salire la media è una minoranza di “big spenders”: il 17% dei pianificatori prevede di investire almeno 500 euro, mentre il 4% varcherà la soglia dei 1.000 euro. Anche l’anagrafe incide sul portafoglio: i giovani (18-34 anni) prevedono di spendere mediamente 225 euro, contro i 327 euro dei consumatori più maturi.

Cosa finirà nel carrello: tra necessità quotidiane e look da uscita

Le preferenze d’acquisto riflettono la volontà di rinnovare il guardaroba partendo dai capi fondamentali. In cima alla lista dei desideri troviamo le calzature (61%) e la maglieria (maglioni o felpe al 58%). Seguono, con distacco, gonne e pantaloni (33%), intimo (32%) e maglieria leggera (30%). Più defilati i capi più impegnativi come camicie (27%), capispalla (26%) e abiti (26%), mentre accessori e home decor restano marginali: borse al 16%, biancheria per la casa al 15% e gioielli al 13%.

Esistono però differenze generazionali nei gusti: i giovani tra i 18 e i 34 anni sono più orientati verso capi “sociali” e legati allo stile, con un interesse per abiti e completi che sale al 35% (rispetto al 21% degli over 35) e camicie al 33%. Per i consumatori tra i 35 e i 65 anni prevale invece l’acquisto funzionale e il rinnovo dei capi base: restano alte le scarpe (58%), la maglieria (57%) e l’intimo (31%).

Confesercenti: “Tutelare la trasparenza e la concorrenza leale”

Nonostante l’entusiasmo dei consumatori, il settore vive una fase di profonda riflessione sulla tenuta dei consumi e sulla validità delle regole attuali.

“I saldi invernali restano un appuntamento centrale per imprese e consumatori – commenta Confesercenti – Resta però evidente che i consumi non hanno ancora quella forza e quella continuità che auspichiamo. L’acquisto, infatti, non è automatico e dipende dalla qualità reale delle offerte, tra sconti credibili, assortimenti adeguati e trasparenza. In questo quadro i negozi continuano a fare la differenza, perché offrono confronto immediato, consulenza e fiducia, mentre il digitale affianca e integra. Proprio per questo è necessario tutelare i saldi e rivedere le regole sulle promozioni: tra anticipazioni e formule di pre-saldo il rischio è di svuotare l’evento e penalizzare chi rispetta le norme, mettendo in difficoltà il pluralismo della rete commerciale. Un fenomeno già evidente: secondo le nostre stime, circa 2 milioni di persone hanno acquistato prima dell’avvio ufficiale. Serve riportare al centro trasparenza e concorrenza leale, con prezzi e sconti chiari e verificabili e con il pieno rispetto delle regole”.

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