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16 Maggio 2026
16 Maggio 2026
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“Scioperare è un atto di giustizia”: perché la Calabria guida la protesta nazionale secondo Fiom Cgil

L’assemblea della Fiom Cgil rilancia le ragioni dello sciopero generale. Numeri drammatici e accuse alla Giunta Occhiuto: serve una svolta strutturale, non bonus a pioggia

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Si è svolta l’assemblea generale della Fiom Cgil Calabria, allargata a quadri e delegati, per discutere della campagna referendaria sull’ipotesi di accordo del CCNL metalmeccanico e per preparare lo sciopero generale del 12 dicembre, che vedrà Crotone al centro della mobilitazione regionale.

L’incontro ha messo in luce come le ragioni dello sciopero nazionale coincidano in maniera drammatica con le criticità della Calabria. Le politiche economiche e sociali degli ultimi anni hanno aggravato le condizioni di lavoratrici, lavoratori, pensionate e pensionati, sottraendo loro circa 25 miliardi attraverso il cosiddetto drenaggio fiscale. La mancata indicizzazione dell’Irpef ha colpito esclusivamente i redditi da lavoro dipendente, mentre salari e pensioni perdono costantemente potere d’acquisto. Nel frattempo, il Governo ha scelto di tagliare sanità, scuola e welfare, mantenendo però consistenti investimenti nel riarmo, con effetti devastanti sul Mezzogiorno e, in particolare, sulla Calabria.

Crisi demografica e fuga dei giovani

Secondo il Rendiconto sociale regionale 2024 dell’INPS, al 31 dicembre 2024 la popolazione calabrese è di circa 1.838.568 abitanti, con una perdita di 6.421 persone rispetto all’anno precedente. Gli over 65 rappresentano il 24% della popolazione, mentre i giovani sotto i 15 anni sono solo il 12,7%.

Negli ultimi dieci anni, quasi 92 mila giovani hanno lasciato la Calabria per altre regioni o l’estero. Il tasso di occupazione tra i 15-64 anni è del 44,8%, mentre il tasso di disoccupazione giovanile (15-29 anni) raggiunge il 31,4%, e i NEET (giovani che non studiano né lavorano) rappresentano il 26,2%, il più alto d’Italia. Questa emorragia sociale e culturale indebolisce comunità e famiglie, privando la regione di intere generazioni.

Carenze strutturali e fallimento delle politiche regionali

Secondo la Fiom, la Giunta regionale appare distratta o complice di fronte al percorso dell’autonomia differenziata. Mancano politiche industriali, strategie energetiche credibili e interventi sui siti inquinati, come quello di Crotone. La tutela del diritto alla salute risulta gravemente compromessa: l’accordo con l’Emilia-Romagna limita ulteriormente l’accesso dei calabresi al sistema sanitario emiliano, mentre i dati Agenas confermano che il sistema ospedaliero calabrese resta ultimo in Italia.

Sciopero e mobilitazione: difendere lavoro e dignità

Aderire allo sciopero generale non è un gesto simbolico, ma un atto concreto per difendere il lavoro, la dignità e il futuro delle generazioni calabresi. Le rivendicazioni principali riguardano: aumento dei salari, indicizzazione delle pensioni, contratti stabili, politiche industriali e investimenti in sanità, istruzione, trasporti e servizi.

Per la Calabria non bastano promesse o bonus occasionali: serve una politica strutturale che ridia valore al lavoro, incentivi il diritto di restare e garantisca diritti e servizi. Questo sciopero può essere il primo passo per chiedere al governo nazionale di modificare la legge di stabilità e per spingere il governo regionale a mettere in campo scelte concrete per dare un futuro alla regione.

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