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13 Marzo 2026
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Sovranità digitale, il grido d’allarme di Pietropaolo: “Calabria ferma mentre il mondo corre verso il cloud”

Il Presidente della Commissione Bilancio mette a nudo i ritardi della regione nel settore ICT. Mentre l'Europa punta su ecosistemi federati e l'Italia candida i data center come infrastrutture strategiche, la costituzione di ReDigit Spa resta al palo, minando la competitività del territorio.

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Lo scenario globale della tecnologia sta vivendo una trasformazione senza precedenti. Il 29 ottobre 2025, la Commissione Europea ha istituito l’EDIC (European Digital Infrastructure Consortium), un organismo fondato da Francia, Germania, Paesi Bassi e Italia con un obiettivo ambizioso: affrancare l’Europa dalla dipendenza dai colossi tech americani (che oggi detengono fino al 70% del mercato cloud UE).

L’Italia riveste un ruolo di primo piano con la vicepresidenza affidata al calabrese Serafino Sorrenti. Il modello scelto non è quello di un unico gigante centrale, ma quello degli ecosistemi digitali federati: una rete di nodi autonomi (imprese, Regioni, PA) che condividono dati e standard di sicurezza, garantendo una resilienza maggiore anche di fronte a minacce geopolitiche e attacchi cyber.

I numeri di un mercato da capogiro

Il settore digitale non è più solo una questione tecnica, ma il “petrolio” dell’economia moderna. I dati citati da Filippo Pietropaolo delineano un mercato in espansione verticale:

Cloud Sovrano: La spesa mondiale toccherà gli 80 miliardi di dollari nel 2026 (+35,6%).

Data Center in Italia: Si prevede un giro d’affari di 165 miliardi di euro nel decennio 2030-2040.

Mercato ICT Nazionale: Supererà i 100 miliardi di euro entro il 2030, trainato da AI e calcolo quantistico.

Il paradosso calabrese: tra ReDigit e il super-computer dimenticato

Nonostante il quadro normativo sia pronto (grazie alla Legge Regionale 17 per l’istituzione di ReDigit Spa e ai provvedimenti sull’Intelligenza Artificiale), la Calabria appare “impantanata”. Insieme a Marche, Abruzzo e Basilicata, è tra le poche regioni a non avere ancora una società in house operativa per il digitale.

Pietropaolo richiama l’attenzione su due punti critici: ReDigit Spa: La società per lo sviluppo integrato delle tecnologie è ferma nella fase costitutiva, impedendo alla Calabria di partecipare alla rete federata europea. Candidatura HPC: La regione ha le caratteristiche ideali (energia rinnovabile e risorse idriche per il raffreddamento) per ospitare un Super-computer (HPC) per il calcolo quantistico, ma la proposta sembra essere caduta nel vuoto.

    Uscire dal torpore per non diventare irrilevanti

    “Ogni ritardo rappresenta uno svantaggio competitivo che non possiamo permetterci”, avverte Pietropaolo. La sfida è quella di trasformare la Calabria in un hub digitale strategico, capace di attrarre start-up e grandi investimenti grazie alle proprie risorse naturali e alle competenze universitarie. Senza il completamento di ReDigit, il rischio è che la regione resti esclusa dai grandi flussi di dati e dai finanziamenti europei, condannandosi all’irrilevanza tecnologica proprio mentre l’Italia si candida a diventare il cuore digitale del Mediterraneo.

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