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11 Marzo 2026
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Spesa sempre più cara: tra eventi climatici e sospetti di speculazione. L’Antitrust avvia indagine

La distanza tra inflazione generale e i costi della spesa alimentare preoccupa gli esperti. L’indagine cercherà di chiarire se i supermercati abbiano approfittato dell’aumento dei prezzi a scapito dei consumatori

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Secondo gli ultimi dati Istat, fare la spesa oggi costa il 22,3% in più rispetto a quattro anni fa. Un aumento ben superiore all’inflazione generale, ferma al 16,3%, che ha reso difficile alle famiglie tenere il passo dei rincari, anche con eventuali aumenti di stipendio.

Il fenomeno colpisce in particolare alimentari, prodotti per la cura della casa e per l’igiene, mentre l’incremento dei prezzi di altri beni è stato più contenuto. Solo nel 2025, ad esempio, il costo della spesa è salito dell’1,9%, più della media generale (1,2%).

I rincari alimentari: +24% in quattro anni

L’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari è stato ancora più marcato: dal 2022 al 2025 gli alimentari sono cresciuti complessivamente del 24,4%, con picchi del 10% nel 2023. Questi dati evidenziano una distanza significativa tra l’andamento generale dell’inflazione e i costi di ciò che le famiglie acquistano quotidianamente.

Il 2023, in particolare, ha registrato la differenza più netta. In quell’anno il governo aveva sperimentato il carrello tricolore, con convenzioni e sconti mirati, ma l’iniziativa non ha avuto effetti duraturi.

Cause e possibili speculazioni

Secondo gli esperti, i prezzi degli alimenti subiscono variazioni più rapide a causa di eventi climatici, politici e logistici che incidono sulla produzione e distribuzione. Tuttavia, la grande differenza tra inflazione generale e rincari della spesa ha spinto l’Antitrust ad avviare un’indagine conoscitiva, sospettando possibili pratiche speculative dei supermercati.

L’esito dell’indagine dovrà chiarire se i rincari abbiano superato quanto necessario per coprire i costi, mentre i consumatori continuano a fare i conti con un carrello sempre più pesante.

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