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9 Maggio 2026
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Irto sfida Meloni e blinda il Pd: “Niente inciuci con la destra. Con me il trasversalismo resta fuori dalla porta”

Il segretario regionale dem attacca il governo: "Meloni assente dalla Calabria, il Ponte è una distrazione". Poi il messaggio interno al partito dopo i casi Naccari-Sorical: "Finché guido io, nessun accorduni"

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Alla vigilia di una tornata amministrativa che vale come test nazionale, il senatore e segretario regionale del Pd Nicola Irto alza il tiro. Dall’assenza della premier Meloni in Calabria al “defunto” Ponte sullo Stretto, passando per le alleanze a Crotone e i casi Naccari-Sorical e “Occhiuto day” a Cosenza che hanno agitato i dem: una conversazione a tutto campo su voto, priorità per il Sud e linea del partito. Con un messaggio netto al centrodestra e anche al suo stesso campo: “Finché guido io il Pd, il trasversalismo resta fuori dalla porta”.

Senatore Irto, nella sua Reggio, il confronto elettorale si sta infiammando. Ma i vertici romani lo hanno capito che quello in riva allo Stretto è un test nazionale o no, gliel’ha detto che dovrebbero essere più presenti?

“In vista delle elezioni amministrative, a Reggio e in Calabria verranno diversi big del partito e componenti della segreteria nazionale. Ma queste presenze non sono una novità, semmai c’è un dato incontestabile. Da quattro anni, la presidente del Consiglio dei ministri non mette piede in Calabria, se non di corsa e a vantaggio di telecamere. Non mi pare che abbia messo la faccia sui trasporti, sullo Stato sociale, sulla necessaria riduzione dei divari territoriali e sulle priorità in generale. A Reggio Calabria, per esempio, tecnicamente Meloni non è mai venuta. Mi pare indicativo, evidentemente non vuole assumersi la responsabilità dei disastri su sanità e infrastrutture. Sarebbe utile che si facesse vedere, soprattutto perché Reggio, prima che un test elettorale, è il simbolo di un problema nazionale di abbandono dei territori meridionali da parte del governo di centrodestra”.

Sarà il ponte l’arbitro del voto reggino? Lei, giorni fa, lo ha dichiarato defunto in aula.

“Lo dicono gli atti e i fatti, ma l’avevamo capito e avvertito con netto anticipo. Non credo che il Ponte possa essere determinante nel voto di Reggio Calabria. C’è comunque da separare la demagogia dalla realtà. Se stiamo alla narrazione trionfale del Ponte come occasione irripetibile per lo sviluppo regionale, commettiamo una grossa ingenuità e mettiamo da parte la storia, per esempio della vicenda del “Pacchetto Colombo”, che insegna a investire sui bisogni e sulle potenzialità del territorio. Da qui in avanti dovremmo considerare che cosa serve realmente alla Calabria. Dovremmo avere il coraggio di indicare delle priorità senza guardare al ritorno elettorale. Sarà d’accordo sul fatto che senza Alta velocità ferroviaria e senza strade veloci e sicure, il Ponte, usato come mera proiezione distrattiva, non serve a nulla”.

Parliamo del fronte crotonese. Trocino è un ottimo punto di coesione per le ali sinistre dell’alleanza; forse qualche criticità è al centro, non crede?

“Il Pd ha compiuto uno sforzo notevole, avviato da parecchio tempo. Il partito locale si è mosso con l’obiettivo di unire il centrosinistra, a mio avviso centrato in pieno. Peraltro, il Pd oggi è della partita con una propria lista, con il simbolo e con passione, energia e impatto evidenti. Lei ricorderà che alle precedenti elezioni comunali non era stata presentata la lista per via di vicende legate alla fase commissariale del partito. Stavolta ci si è impegnati a promuovere e costruire un percorso politico e programmatico evidente, con indubbia maturità e consapevolezza. Abbiamo una lista forte e, soprattutto, abbiamo contribuito all’unità del centrosinistra attorno alla figura di Giuseppe Trocino. Già questo è per noi un risultato positivo. E come coalizione ci giochiamo la partita a viso aperto, senza timori e con la coscienza della qualità della proposta politica”.

Segretario, nel momento in cui il Pd si stava godendo l’affermazione referendaria arrivano due episodi incresciosi che ne ledono la credibilità: la nomina di un uomo di chiare origini dem come Naccari alla guida di Sorical, uno degli asset più importanti del governo Occhiuto. Poi, il convegno cosentino del Pd sulla sanità, dove per poco i suoi non davano la tessera ad honorem al governatore. Imbarazzante, non crede?

“Per quanto mi riguarda non deve esistere alcun trasversalismo. Da quello che abbiamo visto, la prima delle vicende che ha ricordato è una scelta amministrativa fatta dal Comune di Reggio Calabria attraverso procedura di evidenza pubblica in cui non c’entrano affatto i partiti. La seconda è stata un’iniziativa di un circolo che io avrei evitato perché Occhiuto, furbescamente, ha occupato la scena raccontando, come al solito, perlopiù spot. Dopodiché non mi faccio condizionare da narrazioni surreali; noi inciuci con la destra non ne vogliamo e semmai li combattiamo dentro e fuori. Voglio rammentare che, in occasioni delle Provinciali di Cosenza, c’era stato proposto un “accorduni” con Forza Italia e noi abbiamo detto No con chiarezza e fermezza. Finché in Calabria ci sarà il Partito democratico che mi onoro di guidare, il trasversalismo deve restare fuori dalla nostra porta”.

Contento dell’opposizione in Consiglio regionale? A me sembra, per ora, più credibile rispetto a quella disastrosa della penultima legislatura.

“Ogni stagione politica ha le sue caratteristiche, come ogni campionato di calcio. E ognuno si fa un’idea, come lei ha la sua. Ma in ogni caso vi è pure più di un aspetto di continuità tra questo Gruppo regionale e il precedente. Inoltre, stavolta l’opposizione è figlia di una proposta e di una strada unitaria, che purtroppo non c’era stata in occasione delle precedenti elezioni regionali. Come si dice, l’unione fa la forza. Io aggiungerei sempre”.

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