Dite a Occhiuto che ci deve deve dare più spazio, che meritiamo rispetto”.
Così tuonò il Capitano all’indirizzo della delegazione leghista calabrese, un po’ scoglionata, a dire il vero, per il disinteresse patito negli ultimi tempi proprio dai vertici leghisti.
Il congresso nazionale che ha rieletto senza colpo ferire Matteo Salvini alla guida del Carroccio è servito anche ad iniettare un po’ di fiducia nel corpo moscetto della Lega calabrese, che adesso è pronta a chiedere con forza quel che le spetta.
L’assessore che manca e le postazioni perdute
La questione è nota. La Lega in Calabria è ancora in credito di un assessore nei confronti del presidente Occhiuto, oltre ad aver perso la guida di Sorical e qualche postazione nel sottogoverno, che non è folklore, è potere vero. Da mesi i leghisti calabresi chiedono di incassare, da mesi gli viene detto “pue vidimu”.
Minasi o Loizzo: la guida regionale passa da una mozione unitaria
A Milano, nei corridoi del congresso che ha nuovamente incoronato Salvini, la delegazione calabrese ha portato a casa quello che da queste colonne avevamo anticipato giorni fa. Prima delle politiche, commissari e luogotenenti inutili saranno rimandati a casa. Al loro posto, finalmente, un segretario regionale, come accade in tutte le forze che si rispettino, verrebbe da dire. Se non fosse che in Calabria, per la Lega, questa è ancora una notizia.
Il criterio per la scelta è già stato fissato. Dovrà essere un parlamentare, la leader regionale, una tra Tilde Minasi e la lanciatissima Simona Loizzo, che più di qualcuno vedrebbe candidata a sindaco del centrodestra a Cosenza.
Una delle due guiderà la Lega calabrese. Ma c’è una condizione che Salvini avrebbe posto con chiarezza: si arriva alla fase congressuale con una mozione unitaria. Non è tempo di dividersi, ma di convergere, anche perché il partito in Calabria è in crisi, e la crisi rischia di diventare il pretesto perfetto per emarginare definitivamente le donne e gli uomini di Salvini, sul presupposto che il Carroccio non si rimetterà in pista. Una convinzione che la sua dirigenza dovrà spazzare via tornando a macinare gioco e credibilità.
Il secondo assessore: Mattiani, Capponi e Ciodaro
Il che significa anche fare nomi diversi al presidente Occhiuto rispetto a quello del solo consigliere regionale Mattiani come secondo assessore leghista. Sì perché l’imputantura sull l’ex esponente di Forza Italia approdato ‘avantieri’ sulla riva salviniana, non piace affatto. Più gradita ai piani superiori della Cittadella l’opzione femminile con Capponi e Ciodaro in evidenza, anche se la prima (reggina) ha sponsor meno pesanti della seconda (cosentina) , pur avendo fatto parte della squadra di Occhiuto nella scorsa legislatura.
Il dossier Aterp e le assenze di Iannini e Greco
E poi c’è l’altro dossier che pesa. Durante la due giorni milanese, settori qualificati della delegazione calabrese hanno chiesto e ottenuto un’altra garanzia: Carmela Iannini, attuale commissario Aterp in quota Lega, non rappresenterà più il Carroccio al vertice dell’ente che governa le case popolari. Nei prossimi giorni al presidente Occhiuto verrà fatto un nuovo nome per sostituire l’attuale manager, che, tanto per capirci, al congresso di Milano non c’era.
Assenza pesante, la sua, come pesante è stata l’altra defezione, quella di Orlandino Greco. Il leader di Idm eletto lo scorso autunno nelle file del Carroccio, non si è visto. Le motivazioni ufficiali ci sono, per carità, ma in questi casi le assenze parlano più delle presenze e quella di Greco lascia intendere che i rapporti tra l’ex sindaco di Castrolibero e altri papaveri verdi non siano esattamente idilliaci.
Lega e Noi Moderati chiedono il rispetto dei patti
Nelle prossime ore, tuttavia, Lega e Noi Moderati, i partiti che chiedono visibilità al governatore intensificheranno le loro relazioni politiche ai massimi livelli. Lupacchiotti e Carrocciani cercheranno di far capire al presidente della regione che conviene anche a lui rispettare i patti preelettorali dell’estate 2025.
La ragione di tale convenienza è presto detta
Se è vero che Le President sta portando avanti in tutto il paese la sua personale campagna elettorale per la conquista del soglio azzurro, chi glielo fa fare di guastarsela definitivamente con Salvini e Lupi passando per un aspirante leader forzista che non mantiene gli impegni assunti già a partire da casa sua? In questo momento Occhiuto ha bisogno di sponde anche nella coalizione, non solo in Fi, dove peraltro qualche suo assessore letteralmente andato via di testa gioca partite personali nel campo di Tajani.
Le ambizioni nazionali di Occhiuto e il peso degli alleati
Lasci stare, Occhiuto, i pareri di qualche suo orrendo consigliere presidenziale, lasci fottere quelli che per ingraziarsene l’elemosina di una carezza sul capo (chino) gli dicono sempre sì e accontenti Lega e Noi Moderati, a costo di levare la poltrona a gente che la sa solo scaldare e che in pubblico parla come Jimmy il Fenomeno, anima buona. La legittima ambizione di Roberto Occhiuto a farsi player nazionale vero mal si concilia con l’avidità di chi vuole che resti tutto nelle sue mani. I grandi leader sanno anche declinare il valore della generosità con gli alleati, specie quelli di origine democristiana.














