25 Settembre 2026
25 Settembre 2026
spot_img

Mileto-Rosarno, nessun danno erariale sull’A2: crolla l’accusa da 20milioni di euro. Ribaltata la sentenza di primo grado

Nessun errore di progettazione, accolti i ricorsi difensivi per il geologo Parlato e l'ingegnere Bosio: L'avvocato Carbone: "Un'opera perfettamente funzionante"

spot_img
spot_img

La Corte di Appello della Corte di Conti in Roma con sentenza n. 153 del 23 settembre 2026 ha accolto le impugnazioni sul punto del geologo facente parte del gruppo di progettisti delle opere Giovanni Parlato, difeso dall’avvocato Giacomo Carbone di Catanzaro (in primo grado anche dall’avvocato Alessandro Ferrari) e dell’ingegnere Bosio (RUP dei Lavori) sempre difeso dall’avvocato Giacomo Carbone oltre che dal professore Arturo Cancrini, e che si è avvalso anche della consulenza tecnica dell’ingegnere Mario Bitonti, nonché del Direttore dei lavori Giovanni Fiordaliso difeso dall’avvocato Felice Domenico Retez del secondo RUP Consolato Cutrupi difeso dagli avvocati Marianna Vazzana e Vincenzo Floccari.

Il verdetto ribaltato

 In primo grado, la Corte dei Conti della Calabria- Catanzaro, aveva condannato Bosio ad un danno erariale di circa tre milioni di euro ed il geologo Parlato ad un danno di circa 490.000,00 euro, nonché a circa 900mila euro il Direttore dei Lavori Fiordalisi e il secondo Rup Consolato Cutrupi. Ad i primi due si contestava principalmente di non avere acquisito i pareri dell’Autorità di Bacino sui rischi idrogeologici esistenti sui viadotti realizzati in prossimità del Fiume Mesima e di avere realizzato una progettazione che non tenesse conto di detti rischi, oltre che la realizzazione di una variante che non doveva essere effettuata per i rischi suddetti. Addirittura nel giudizio di primo grado si era paventata l’ipotesi che l’opera non dovesse essere affatto realizzata per i gravi rischi di inondazione che potevano sussistere, con conseguente mancanza totale di utilità della stessa ed un danno complessivo di oltre venti milioni di euro. In relazione a dette imputazioni, riconosciute fondate dalla Corte dei Conti in primo grado, avevano proposto appello sia Bosio che Parlato contestando sia la necessità di acquisizione del parere dell’ABR., rilevando che l’intera opera era stata approvata dall’intero vertice tecnico-gestionale dell’Anas, e quindi da i maggiori esperti in materia di costruzione stradale, nonché rilevando ancorala mancanza assoluta di danno erariale in quanto l’opera era stata collaudata positivamente e l’autostrada era aperta al pubblico con un traffico annuale di milioni di utenze.

Nessun errore di progettazione

La Corte dei Conti in Roma ha accolto del deduzioni difensive ritenendo che nondimeno, in disparte la fruizione effettiva della strada per un cospicuo numero di anni, a seguito di collaudo definitivo senza riserve da parte dell’Amministrazione ed in presenza di una vicenda contrattuale “travagliata” e non lineare e a fronte di un quadro di riferimento (normativo e tecnico) dotato di oggettiva complessità, avevano potuto incolpevolmente ritenere non necessari, rispetto al progetto del 2008, nuovi pareri (compreso quello dell’ABR) e autorizzazioni e, più in generale, una nuova relazione idrologica e idraulica (indipendentemente dall’effettiva necessità o meno degli stessi). La sentenza di appello aggiungeva che  risultava in atti approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione dell’Anas del progetto esecutivo dei lavori di completamento per cui è causa (delibera del 17 dicembre 2008, cui è seguito il dispositivo n. CDG-0169009 di attuazione del Presidente), previa relazione e parere della Direzione Centrale Progettazione dell’’ANAS (organo tecnico di vertice, particolarmente qualificato, dell’Amministrazione), ritenendo quindi insussistente la colpa dei convenuti. Con la medesima sentenza sono stati accolti ulteriori appelli, in riforma delle condanne di primo grado per vicende connesse, ed in particolare di  Salvatore Bruni, rappresentato e difeso Crescenzio Santuori e Raffaele Ruocco e Vincenzo De Vita, rappresentato e difeso dall’avvocato Giovanni Spataro.

L’avvocato Giacomo Carbone che aveva seguito la vicenda per l’intero gruppo di progettazione (una parte del quale aveva aderito al rito abbreviato in primo grado), ha espresso viva soddisfazione per una vicenda che a suo parere addossava responsabilità per un opera invece perfettamente funzionante e aperta al pubblico e che ha comportato  sia in termini di sicurezza che di tempi di percorrenza un grandissimo vantaggio agli utenti che percorrono il tratto autostradale Salerno-Reggio Calabria

spot_img
spot_img
spot_img

ARTICOLI CORRELATI

spot_img
spot_img
spot_img

ULTIME NOTIZIE

spot_img
× Sponsor