Si chiude con il proscioglimento dell’imputato il procedimento penale avviato nei confronti di un uomo di 34 anni originario di Rossano, accusato di avere realizzato un capannone destinato al ricovero di animali di grossa taglia senza i necessari titoli autorizzativi e in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico.
Controlli e sequestro
La vicenda risale al periodo successivo all’emergenza sanitaria. Durante un servizio di controllo del territorio, i militari del Corpo Forestale dello Stato individuarono una struttura in blocchi di cemento costruita in una zona agricola a circa cento metri dal fiume Trionto. Dall’immediata verifica emerse che il manufatto era stato realizzato senza autorizzazioni amministrative e permessi previsti dalla normativa urbanistica, motivo per cui i militari disposero il sequestro e segnalarono il proprietario alla Procura della Repubblica competente.
Procedimento e difesa
L’uomo venne formalmente indagato con l’accusa di abuso edilizio per la realizzazione della struttura in un’area soggetta a specifiche tutele ambientali e paesaggistiche. Nel corso del procedimento penale davanti al Tribunale di Castrovillari, la difesa, affidata all’avvocato penalista Raffaele Meles, ha ricostruito la vicenda nel dettaglio e sollevato questioni di natura procedurale riguardanti gli atti e le modalità con cui era stata avviata l’azione penale. Durante le udienze sono stati ascoltati anche i militari che avevano effettuato il controllo.
Proscioglimento e dissequestro
Al termine dell’istruttoria, il Tribunale ha esaminato la documentazione acquisita e le argomentazioni della difesa, giungendo al proscioglimento dell’imputato. Con la sentenza è stato disposto anche il dissequestro della struttura, ponendo fine al procedimento giudiziario e restituendo la piena disponibilità del capannone al proprietario del terreno.








