Le organizzazioni criminali italiane non perdono il loro scettro e si confermano protagoniste assolute dello scacchiere illecito mondiale. Secondo l’ultima relazione dell’Intelligence, ‘ndrangheta, camorra, cosa nostra e consorterie pugliesimantengono un ruolo di primo piano grazie a una duplice natura: un radicato controllo del territorio e una spiccata proiezione transnazionale.
Questa struttura ibrida permette loro di adattarsi con estrema rapidità alle fluttuazioni dei mercati neri. “Le organizzazioni criminali italiane – ‘ndrangheta, camorra, cosa nostra e consorterie pugliesi – continuano a rappresentare attori centrali nel panorama dei traffici illeciti nazionali e internazionali. La loro capacità di radicamento territoriale, unita a una forte proiezione transnazionale, consente alle stesse di adattarsi ai cambiamenti dei mercati illegali, mantenendo ruoli primari soprattutto nel narcotraffico, ma anche nel commercio di armi, nello sfruttamento della tratta di esseri umani e nella gestione illegale dei rifiuti”, si legge nel documento ufficiale.
L’assalto alla Pubblica Amministrazione
Oltre ai traffici di merci illegali, l’attenzione degli 007 si sposta sulla pericolosa capacità di infiltrazione delle mafie nei gangli vitali dello Stato. Il bilancio del 2025 è, in tal senso, emblematico: i numerosi decreti di scioglimento degli enti locali per condizionamento mafioso testimoniano un’offensiva costante verso le istituzioni.
La relazione sottolinea come la violenza lasci sempre più spazio a strategie silenziose ma altrettanto devastanti: “L’azione criminale non si ferma tuttavia ai traffici, come dimostra la tendenza a infiltrarsi nei gangli delle pubbliche amministrazioni, testimoniata anche dai vari scioglimenti decretati per infiltrazione della criminalità organizzata nel corso del 2025. In linea di massima, permane dunque una propensione a utilizzare forme di corruzione dei pubblici funzionari e di condizionamento delle procedure di assegnazione dei lavori a evidenza pubblica”.
Il nuovo volto del crimine: la cooperazione con le reti straniere
Il panorama criminale nazionale non è però un monopolio esclusivo. Accanto alle organizzazioni storiche italiane, si muovono strutture straniere con modelli operativi flessibili e moderni. Non si tratta di una semplice convivenza, ma spesso di una vera e propria integrazione operativa. L’Intelligence punta i riflettori su quattro direttrici principali:
Reti Cinesi e Nigeriane: Caratterizzate da modelli chiusi ma con forti legami internazionali.
Criminalità Albanese e Montenegrina: Partner strategici, spesso complementari alle mafie nostrane.
Secondo l’analisi, queste strutture straniere presentano una “spiccata vocazione internazionale spesso complementare o integrata con le consorterie italiane”, delineando un sistema criminale sempre più fluido, interconnesso e difficile da contrastare.









