La Direzione distrettuale antimafia di Milano ha chiesto la condanna di 75 imputati nell’ambito del maxi processo con rito abbreviato, mentre per tre persone è stata richiesta l’assoluzione. Le richieste complessive di pena raggiungono circa 570 anni di reclusione, con punte di 20 anni per gli imputati di vertice Filippo Crea e Giuseppe Fidanzati.
Il procedimento riguarda quella che la Dda definisce una presunta “alleanza mafiosa” in Lombardia, in cui affiliati di Cosa Nostra, ‘ndrangheta e camorra avrebbero collaborato per condurre attività economiche illecite, costituendo il cosiddetto sistema mafioso lombardo.
Indagini e quadro giudiziario
Il maxi procedimento denominato Hydra nasce dalle indagini del Nucleo investigativo dei Carabinieri e coinvolge complessivamente 146 persone. Di queste, circa sessanta sono ancora in fase di udienza preliminare con rito ordinario, mentre altre posizioni sono in fase di patteggiamento.
Nel corso delle indagini, la Dda di Milano, guidata dal procuratore Marcello Viola, insieme ai pm Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane, ha ricevuto minacce che hanno reso necessaria la scorta. Il procedimento ha visto decisioni complesse da parte del gip, alcune delle quali inizialmente hanno respinto gli arresti, poi confermati dal Riesame e dalla Cassazione.
Prossime udienze
Le udienze successive sono state già fissate per il 17 e il 28 novembre presso l’aula bunker di Milano, dove proseguiranno le discussioni relative al maxi processo.








