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24 Maggio 2026
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Arrestato e subito scarcerato dal Tribunale di Vibo: “Mommo” Macrì rimesso in libertà con l’obbligo di firma

Il giudice ha convalidato l’arresto, ma ha rigettato la richiesta dell’accusa di una misura più incisiva. Resta la sorveglianza speciale con l'obbligo di soggiorno nel comune di residenza

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Arrestato e subito rimesso in libertà. Si è chiusa così, davanti al Tribunale di Vibo Valentia, la direttissima nei confronti di Domenico Macrì, conosciuto con il soprannome di “Mommo”, già sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno nel comune di residenza. Il giudice ha convalidato l’arresto eseguito dai Carabinieri, ma ha rigettato la richiesta dell’accusa di applicare una misura cautelare più incisiva. Per Macrì è stata quindi disposta la rimessione in libertà con la sola misura dell’obbligo di firma. L’uomo è difeso dall’avvocato Stefano Luciano.

Il controllo a Ionadi

L’arresto era scattato nel corso di un servizio di controllo del territorio effettuato dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Vibo Valentia e della Stazione di San Gregorio d’Ippona. Secondo quanto ricostruito, i militari hanno sorpreso Macrì nel comune di Ionadi, all’interno di un esercizio pubblico situato lungo la via Nazionale. Una presenza che, secondo gli inquirenti, avrebbe integrato una presunta violazione delle prescrizioni imposte dalla misura di prevenzione alla quale l’uomo era sottoposto. A seguito degli accertamenti, i Carabinieri hanno proceduto all’arresto in flagranza per violazione degli obblighi inerenti alla sorveglianza speciale.

La convalida e la scarcerazione

Ultimate le formalità di rito, Macrì era stato accompagnato presso la propria abitazione e sottoposto agli arresti domiciliari, a disposizione dell’Autorità giudiziaria. Nella stessa giornata si è poi celebrato il processo per direttissima davanti al Tribunale di Vibo Valentia. Il giudice ha convalidato l’arresto, ma non ha accolto la richiesta dell’accusa di applicare una misura cautelare più afflittiva. Da qui la decisione di rimettere Macrì in libertà, con l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

La condanna in Rinascita-Scott

Domenico Macrì è indicato come esponente di vertice della ’ndrina dei Pardea. Proprio nei giorni scorsi è stato condannato in appello a 15 anni e 2 mesi di reclusione nell’ambito del processo “Rinascita-Scott”, la maxi inchiesta contro la criminalità organizzata coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro.

*FOTO IN COPERTINA DI KLAUS DAVI

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