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6 Marzo 2026
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Autismo e Lea, esposti in Procura e alla Corte dei Conti contro l’Asp di Vibo su presunte irregolarità nei servizi

Sospette irregolarità nella gestione dei servizi terapeutici per l’autismo. L’associazione "Io Autentico Odv" chiede chiarezza su contratti, tariffe e responsabilità cliniche pubbliche

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Due esposti distinti, corredati da documentazione e riferimenti normativi, sono stati depositati dall’associazione Io Autentico Odv presso la Procura della Repubblica di Vibo Valentia e la Procura regionale della Corte dei Conti per la Calabria. L’iniziativa mira a ottenere verifiche sulla gestione dei servizi terapeutici per l’autismo erogati dall’Asp di Vibo Valentia.

Secondo quanto riferito dall’associazione, le criticità segnalate riguardano prestazioni che rientrano nei Livelli Essenziali di Assistenza, come definiti dal Dpcm 12 gennaio 2017, e che sarebbero state organizzate con modalità tali da sollevare dubbi sulla regolarità amministrativa, sulla qualificazione clinica e sulla tutela dei diritti dei minori.

Contratti poco accessibili e assetti non formalizzati

Uno degli aspetti evidenziati negli esposti riguarda la struttura dei rapporti tra l’Asp e i soggetti che erogano le prestazioni. L’associazione segnala che, dagli atti acquisiti, emergerebbe una gestione fondata su accordi non pienamente formalizzati o non pubblicamente consultabili, nonostante l’impiego di risorse del Fondo Sanitario Aziendale.

In assenza di una documentazione chiara e accessibile, viene sollevato il tema della trasparenza amministrativa, soprattutto considerando che le prestazioni in questione, se riconducibili ai Lea, devono essere trattate come attività sanitarie a tutti gli effetti, con conseguenti obblighi di pubblicità e tracciabilità.

Effetti sui pazienti e sulle terapie

Negli esposti si fa riferimento anche a ricadute dirette sui pazienti, con particolare attenzione alla continuità dei percorsi terapeutici. Secondo quanto riportato, l’Asp avrebbe fatto riferimento a accordi non ancora giuridicamente efficaci per introdurre limitazioni nell’accesso alle prestazioni, arrivando in alcuni casi a sospenderle.

L’associazione segnala inoltre che la sostituzione di interventi sanitari specialistici con servizi di natura assistenziale avrebbe inciso sul rispetto delle prescrizioni cliniche, in particolare su quelle che raccomandano la stabilità delle figure professionali coinvolte nei trattamenti per evitare regressioni nei pazienti con disturbo dello spettro autistico.

Natura del servizio e profili normativi

Un ulteriore nodo riguarda la qualificazione dell’affidamento. Secondo le segnalazioni, l’Asp avrebbe ricondotto il servizio a una semplice fornitura di personale, riducendo la complessità di un appalto sanitario a una mera acquisizione di manodopera.

Una scelta che, secondo l’associazione, potrebbe risultare non coerente con il quadro normativo del Servizio sanitario nazionale, delineato dal D.Lgs. 502/1992, e che rischierebbe di rendere meno chiara la responsabilità clinica pubblica delle prestazioni erogate.

Verifiche contabili e congruità delle tariffe

Sul piano economico, l’esposto trasmesso alla Corte dei Conti ipotizza una spesa annua di circa 750 mila euro per l’Asp di Vibo Valentia, con cifre analoghe riferite anche all’Asp di Catanzaro.

L’associazione chiede di accertare se tali somme siano state impiegate nel rispetto delle norme vigenti, verificando la corretta classificazione delle prestazioni, la congruità delle tariffe applicate e la loro coerenza con i tariffari regionali vincolanti, come quelli stabiliti dal Dca n. 65/2020.

La posizione di Io Autentico ODV

“Non possiamo accettare che un diritto fondamentale venga ridotto a una prestazione incerta e frammentata”, affermano Enrico Mignolo e Angela Vittoria Staglianò, presidente e consigliere dell’associazione. “In assenza di contratti pubblici e verificabili, viene meno non solo l’efficienza del servizio, ma anche la responsabilità pubblica”.

Ora spetterà alle autorità competenti valutare i profili segnalati. Per l’associazione, la questione non si esaurisce in un confronto tecnico, ma chiama in causa scelte gestionali e responsabilità istituzionali nella conduzione dei servizi sanitari territoriali.

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