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20 Gennaio 2026
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Banda di ladri di auto sgominata a Reggio, i nomi degli arrestati. Musolino: “Repressione da solo non basta”

Il richiama la necessità di un intervento strutturale dello Stato per contrastare degrado e criminalità nel Reggino. Tra le vittime dei furti d’auto anche una troupe de Le Iene

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Sono trenta gli indagati nell’operazione “Car-Cash”, coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria e condotta dai carabinieri nel quartiere Arghillà. Le accuse, a vario titolo, comprendono furto aggravato, ricettazione, estorsione aggravata, detenzione e porto abusivo di armi.

I nomi degli arrestati

Il gip Stefania Rachele ha disposto la custodia cautelare in carcere per Damiano Amato (47), Franco Amato (48), Marcello Amato (34), Romano Amato (55), Carlo Emanuele Berlingeri (25) e Antonio Bevilacqua (19). Sono invece stati posti agli arresti domiciliari Silvano Amato, Alfonso Arena, Cosimo Berlingeri, Emanuele Berlingeri, Mario Berlingeri, Alessandro Bevilacqua, Gianluca Bevilacqua, Armando Morello, Alberto Romeo e Luca Romeo.

Rubato anche il mezzo della troupe de “Le Iene”

C’è anche una troupe de “Le Iene” tra le vittime dei furti d’auto riconducibili all’organizzazione sgominata dai Carabinieri a Reggio Calabria. L’episodio risale al 25 aprile dello scorso anno, quando il mezzo della troupe fu rubato mentre i giornalisti erano impegnati nella realizzazione di un servizio sulla situazione del quartiere Arghillà.

Il pm Musolino: “La repressione da sola non basta”

La repressione non può bastare da sola. Serve invece un intervento più ampio dello Stato e delle pubbliche amministrazioni per un’inversione di rotta“. È quanto ha dichiarato il Procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria, Stefano Musolino, intervenendo in conferenza stampa al comando provinciale dei carabinieri, insieme al sostituto procuratore Chiara Greco, per illustrare i dettagli dell’operazione “Car-Cash” eseguita nella parte alta del quartiere Arghillà, area segnata da una forte e radicata presenza di criminalità organizzata, attiva nel traffico di stupefacenti, di armi e soprattutto di auto rubate. “Così come non bastano i “focus anti ’ndrangheta” per riportare legalità e sicurezza ad Arghillà e nel Reggino“, ha aggiunto Musolino.

Il magistrato ha poi sottolineato le difficoltà operative: “Non è facile in questo periodo, con un’evidente carenza di mezzi, raggiungere i risultati della scorsa notte“. Un risultato reso possibile, ha spiegato, “dalla costante dedizione dei carabinieri, che hanno monitorato per mesi il territorio di Arghillà con l’obiettivo di garantire sicurezza e legalità, soprattutto per i tantissimi onesti che convivono con forme aggressive e arroganti di criminalità“.

Infine, l’appello alla città e alle istituzioni: “Spero che Reggio Calabria rifletta profondamente su questo dramma sociale e si interroghi, stando più vicina ai cittadini che vivono lì e che avvertono la lontananza dello Stato“. E ha concluso: “La Procura e i carabinieri proseguiranno nella loro opera di salvaguardia della legalità e della sicurezza, perché questo è il nostro lavoro, ma da solo non può bastare. Non è facile vivere in luoghi che appaiono abbandonati a se stessi, in un clima di esasperato degrado, in cui attecchiscono facilmente le dinamiche criminali“.

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