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14 Maggio 2026
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Basso Profilo, pene ridotte per gli imprenditori Gallo e Gigliotta. Condannata Glenda Giglio (NOMI)

Confermate anche in secondo grado le assoluzioni per Tommaso e Saverio Brutto, rispetto ai quali la Dda aveva chiesto la condanna. Assolto anche il luogotenente dei carabinieri

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Si chiude il secondo capitolo giudiziario per 40 imputati, tra professionisti, un ex finanziere, ex politici, imprenditori, giudicati con rito ordinario nel processo Basso Profilo, nato da un’inchiesta della Dda di Catanzaro che ha portato il 21 gennaio 2021 gli uomini della Dia, dei Carabinieri, della Mobile e della Guardia di Finanza a notificare 50 misure cautelari, in un’indagine che punta a svelare gli intrecci più nascosti tra ‘ndrangheta, politica e imprenditoria. 

 La Corte di appello di Catanzaro ha ridotto la pene per l’imprenditore Antonio Gallo, definito “il principino” espressione delle ‘ndrine Trapasso e Bagnato, sotto l’ala protettrice della cosca Ferrazzo di Mesoraca e di altre organizzazione criminali riunite nel nome della locale di ‘ndrangheta di Cirò, mentre ha confermato le assoluzioni per l’ex consigliere comunale di Catanzaro e l’allora assessore del Comune di Simeri Crichi, rispettivamente Tommaso e Saverio Brutto, che avrebbero favorito i progetti di ascesa di Gallo, presentandogli appartenenti alle Forze dell’ordine infedeli, “disposti a negoziare le informazioni riservate provenienti da ambienti interni all’autorità giudiziaria, cedendo al fascino del potere economico e delle risorse relazioni di Gallo”.Per loro la Dda aveva chiesto la condanna. Pena ridotta anche per l’imprenditore Umberto Gigliotta, alias Mister Centomila, che avrebbe fatto ingresso nella sfera criminale catanzarese grazie alla conoscenza di Francesco Trapasso, detto Franco “u rabbinu” e Salvatore Espedito Mazza, inteso “Stellina”, entrambi considerati organici al clan dei Gaglianesi di Catanzaro, un’articolazione delle ‘ndrine Trapasso di San Leonardo di Cutro e degli Arena di Isola Capo Rizzuto. Ribaltato, come richiesto dalla Direzione distrettuale antimafia, il verdetto di primo grado per Glenda Giglio, l’ex presidente dei giovani industriali di Crotone.

 Le condanne riformate 

 I giudici di secondo grado, presidente Carlo Fontanazza, a latere Abigail Mellace e Domenico Commodaro, hanno riformato le pene nei confronti di Enrik Baci, albanese, condannato a 4 anni e 4 mesi di reclusione (in primo grado 2 anni); Eliodoro Carducelli, di Catanzaro,7 anni, 3 mesi e 12.200 euro di multa (in primo grado 8 anni); Ilenia Cerenzia, di Cotronei, 2 anni e 4 mesi, 5 mila di multa (in primo grado 4 anni e 5 mesi); Ercole D’Alessandro, di Catanzaro, 5 anni e 3 mesi (in primo grado 6 anni e 8 mesi); Santo Faldella, di Squillace, 5 anni di reclusione 14mila euro di multa (in primo grado 4 anni e 10 mesi); Antonio Gallo, di Sellia Marina, 26 anni (in primo grado 30 anni); Francesco Gallo, di Sersale, 3 anni, 7 mesi e 12mila euro di multa (in primo grado 4 anni 2 mesi); Umberto Gigliotta, di Catanzaro, 20 anni e 4 mesi (in primo grado 30 anni); Odeta Hasaj, albanese, 3 anni e 7 mesi (in primo grado 4 anni e 2 mesi); Andrea Leone, di Catanzaro, 15 anni e 4 mesi (in primo grado 18 anni); Francesco Le Rose, di Catanzaro, 5 anni, (in primo grado 4 anni e 8 mesi); Ieso Marinaro, di Catanzaro, 5 anni, 4 mesi e 19.200 euro di multa (in primo grado 7 anni e 2 mesi); Liberato Giuseppe Paciullo, di Catanzaro, 3 anni, 8 mesi e12.500 euro di multa (in primo grado 4 anni e 4 mesi); Daniela Paonessa, di Catanzaro, 5 anni, 5 mesi di reclusione e 19.400 euro di multa (in primo grado 7 anni e 2 mesi); Andrea Rosa, Collegno, 3 anni, 7 mesi e 12 mila euro di multa (in primo grado 4 anni e 2 mesi); Maria Teresa Sinopoli, di Squillace, 5 anni, 10 mesi e 14.500 euro di multa (in primo grado 7 anni e 8 mesi); Rosa Talarico, di Sellia Marina, 3 anni, 10 mesi e 13.200 di multa, (in primo grado 4 anni e 6 mesi); Luca Torcia, di Roccabernarda, 3 anni e 8 mesi (in primo grado 2 anni e 7 mesi); Rosa Torcia, di Roccabernarda, 3 anni, 8 mesi e 10mila euro di multa (in primo grado 3 anni e 9 mesi). Ribaltata in condanna l’assoluzione per l’ex presidente dei giovani industriali di Crotone Glenda Giglio, di Catanzaro, che incassa 2 anni e 9 mesi.

Le condanne confermate

Restano confermate le pene inflitte il 14 luglio 2023 dai giudici del Tribunale collegiale di Catanzaro nei confronti di Elena Banu, nata in Romania e residente a Sellia Marina, condannata a 3 anni e 4 mesi di reclusione;Maria Rosaria Caliò, di Catanzaro 3 anni e 2 mesi; Giuseppe Lamanna, di Sellia Marina, 2 anni; Raffaele Posca, di Catanzaro  2 anni; Maurizio Silipo, di Lattarico 3 anni e 8 mesi; Matteo Tarantino, di Catanzaro  3 anni; Alberto Zavatta, di Borgia, 1 anno e 2 mesi e Claudio Zavatta, di Catanzaro 1 anno e 8 mesi; Antonella Drosi, di Catanzaro 2 anni.

Le assoluzioni

La Corte di appello ha confermato le assoluzioni nei confronti di Tommaso Brutto, di Catanzaro e Saverio Brutto, di Catanzaro, difesi dagli avvocati Angela La Gamma e Vincenzo Ioppoli; Antonio Melino, di Crotone, codifeso dagli avvocati Saverio Loiero e Vittoria Aversa; Vincenzo De Luca, di Catanzaro. Ribaltate in assoluzioni le condanne nei confronti di Antonio Santo Bagnato, Roccabernarda, che in primo grado aveva incassato 6 anni e 6 mesi; Nicola Cirillo, di Cirò Marina, a cui erano stato inflitti dal giudice di prime cure 2 anni e 8 mesi; il luogotenente dei carabinieri Antonello Formica, di Settingiano, a cui erano stati inflitti 6 mesi di reclusione, difeso dagli avvocati Nicola Cantafora, Vincenzo Marsico e Massimo Scuteri; Umberto Rotundo, di Catanzaro, difeso dagli avvocati Saverio Loiero e Andrea Gatto (condannato invece in primo grado a 2 anni e 2 mesi); Rolando Russo, di Sellia Marina, difesi dagli avvocati Nicola Cantafora e Massimo Scuteri (in primo grado invece condannato a 3 anni e 4 mesi); Giovanni Lorenzo Servidio, di Rose, (che in primo grado era stato condannato a 3 anni e 4 mesi); Giovanni Mazzei, di Crotone, che in primo grado era stato condannato a 3 anni.

I giudici di secondo grado hanno, inoltre, sentenziato, la condanna per tutti gli imputati per i quali è stata affermata la penale responsabilità al rimborso delle ulteriori spese di giudizio in favore delle parti civili costituite: i Comuni di Catanzaro, Roccabernarda e Provincia di Catanzaro, che liquida per ciascuna in 3.600 euro

Le accuse

Agli imputati sono contestati a vario titolo l’associazione a delinquere di tipo mafioso, corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio, trasferimento fraudolento di valori, rivelazione e utilizzazione del segreto di ufficio, riciclaggio, accesso abusivo al sistema informatico e voto di scambio politico-mafioso.

Il collegio difensivo

Sono impegnati nel processo gli avvocati Salvatore Staiano, Vincenzo Cicino, Vincenzo Varano, Eugenio Felice Perrone, Gregorio Viscomi, Enzo Ioppoli, Angela La Gamma, Massimiliano Carnovale, Fabrizio Costarella, Sergio Rotundo, Luigi Falcone, Valerio Murgano, Francesco Iacopino, Giovanni Schinea, Enzo De Caro, Maria Laura De Caro, Maurizio Belmonte, Vittorio Ranieri, Piero Mancuso. 

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