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16 Febbraio 2026
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Bilanci artefatti e firme fantasma, inchiesta sul Comune di Ricadi: 11 indagati tra sindaco, assessori e funzionari

La Procura di Vibo indaga su atti contabili approvati senza visto di regolarità: nel mirino l'intera amministrazione comunale. Contestata la falsità ideologica in atti pubblici

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Si allarga l’inchiesta avviata dalla Procura di Vibo Valentia e condotta dalla Guardia di finanza sulla gestione contabile e amministrativa del Comune di Ricadi. Al termine della fase investigativa, sono salite a undici le persone indagate per falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atto pubblico. Si tratta del sindaco Nicola Tripodi, del suo vice, di tre assessori, di tre consiglieri comunali e di alcuni tecnici e funzionari dell’ente. Al centro dell’indagine, una serie di atti deliberativi ritenuti irregolari o del tutto privi dei requisiti previsti dalla legge.

Tutto parte da una denuncia interna

Ad accendere i riflettori sul presunto sistema sarebbe stata la denuncia dell’ex responsabile dell’area Economico-Finanziaria del Comune, la quale avrebbe rifiutato di apporre il parere di regolarità contabile su diversi atti licenziati dalla Giunta. Nonostante ciò, secondo l’ipotesi investigativa – che dovrà essere rigorosamente vagliata nelle sedi competenti – quei pareri sarebbero comparsi ugualmente negli atti ufficiali, aprendo così la strada a una contestazione di falso ideologico a carico di gran parte della macchina amministrativa locale.

Il bilancio sotto accusa: 4,3 milioni di euro “sospetti”

Le contestazioni più gravi riguardano la predisposizione e approvazione del bilancio previsionale 2022-2024. Secondo l’accusa, gli amministratori avrebbero approvato uno schema contenente dati non veritieri o comunque artefatti, omettendo passività rilevanti e iscrivendo entrate sovrastimate. Tra le presunte irregolarità, l’iscrizione a bilancio di entrate per 214.800 euro non effettivamente esigibili, e l’inserimento di 1,45 milioni di euro riferiti all’anno precedente, spacciati come competenza del 2022. Complessivamente, secondo quanto riferito dagli inquirenti, le voci alterate o non veritiere ammonterebbero a 4,3 milioni di euro.

Depuratore e parcheggio: debiti fuori bilancio mai riconosciuti

Particolarmente delicato è anche il capitolo dedicato alla gestione del debito comunale, con focus sull’impianto di depurazione di località Argani e sul parcheggio di Riaci. In quest’ultimo caso, l’ente non avrebbe prodotto la necessaria delibera consiliare per il riconoscimento del debito fuori bilancio pari a 90mila euro. Quanto all’impianto di depurazione, 1,4 milioni di euro di debiti sarebbero stati solo parzialmente rappresentati, con 294mila euro riportati in contabilità e appena 11mila accantonati nel fondo passività potenziali. Inoltre, altri 1,1 milioni di euro relativi a debiti per la depurazione – comprensivi di interessi e sanzioni – non sarebbero mai stati iscritti a bilancio né riconosciuti.

Pareri contabili “fantasma” su progetti e bandi pubblici

Un altro filone dell’inchiesta riguarda delibere approvate dalla Giunta comunale senza che vi fosse il necessario parere contabile, nonostante negli atti risultasse regolarmente apposto. Secondo la ricostruzione investigativa, quel visto di regolarità non sarebbe mai stato rilasciato dalla dirigente competente. Eppure, sarebbe comparso in calce ad atti rilevanti, come il progetto per la valorizzazione del Borgo di Santa Domenica di Ricadi, il contributo agli enti locali per la progettazione definitiva, la richiesta di fondi per le manifestazioni estive e la nomina di un legale per una controversia giudiziaria. La contestazione è sempre la stessa: attestazione falsa di un atto mai avvenuto.

Dagli impianti sportivi alle aree verdi: la lunga lista delle delibere nel mirino

Nel mirino della Procura è finita anche la delibera per l’affidamento in concessione dell’impianto sportivo comunale in località Bagneria, approvata – secondo l’accusa – in assenza del parere contabile. Stessa sorte per l’atto che riguardava la manutenzione delle aree verdi, quello per la sostituzione della condotta premente in località Petto Bianco, e ancora per le delibere su mobilità e viabilità comunale, oltre al Piano triennale per le pari opportunità. In tutti questi casi, la firma della responsabile dell’area economico-finanziaria non ci sarebbe mai stata, ma sarebbe stata ugualmente “attribuita” negli atti pubblici, secondo l’impostazione accusatoria.

Centri per disabili e parcheggi a Santa Domenica: altre delibere sotto esame

L’elenco delle delibere contestate si chiude con quelle che riguardano i centri per disabili e il risanamento di un’area degradata da trasformare in parcheggio a Santa Domenica di Ricadi. Anche qui, secondo gli investigatori, gli atti approvati non sarebbero stati corredati del prescritto parere contabile, mai apposto dalla dirigente competente, ma formalmente presente nelle delibere approvate dalla Giunta. Un modus operandi che, se confermato, configurerebbe un sistematico scavalcamento delle procedure di controllo previste dalla normativa.

Il comunicato dell’Amministrazione comunale

Con un comunicato ufficiale, l’amministrazione comunale ha espresso piena fiducia nell’integrità e nella correttezza del lavoro svolto da tutti gli interessati, sottolineando che si tratta di ipotesi di reato relative a questioni strettamente tecniche, che richiedono un accurato esame e una verifica tecnica approfondita. Per questo motivo, l’amministrazione si affida completamente all’operato dell’autorità giudiziaria e invita la comunità a mantenere un atteggiamento tranquillo nei confronti della vicenda, in attesa dell’esito delle indagini che saranno condotte a breve dall’Ente, evitando così valutazioni affrettate che potrebbero compromettere ingiustamente la reputazione di chi ha dedicato il proprio impegno e la propria professionalità al servizio della collettività.

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