Cinque dirigenti medici, tre infermieri, due dipendenti dell’ufficio Alpi (Attività libero professionale intramuraria). Tutti in servizio all’Azienda ospedaliera universitaria Renato Dulbecco di Catanzaro. Insieme a un imprenditore operante nel settore dei dispositivi medicali, sono finiti agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Catanzaro, sfociata oggi in un blitz della Guardia di Finanza e dei Carabinieri del Nas, che hanno notificato tredici misure cautelari personali e nove misure cautelari reali.
Gli arresti domiciliari
Sono undici le persone finite agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Catanzaro sull’Azienda ospedaliera universitaria “Renato Dulbecco”. Tra questi figura Mafalda Candigliota, dirigente medico del reparto di Cardiologia – UTIC della stessa azienda ospedaliera, insieme a Giampiero Maglia, che all’epoca dei fatti ricopriva il ruolo di dirigente medico nello stesso reparto ma presso l’ospedale “Pugliese-Ciaccio”. Coinvolto anche Marco Scicchitano, dirigente medico del reparto di Oculistica dell’A.O.U. “Renato Dulbecco”, affiancato da due infermieri dello stesso reparto: Annarita Procopio, in servizio fino ad aprile 2025, e Riccardo Sperlì. Ai domiciliari è finito anche Roberto Iuliano, dirigente medico del reparto di Gastroenterologia dell’A.O.U., così come Luigi Mancuso, già responsabile della Struttura Semplice Dipartimentale ALPI della stessa azienda sanitaria, oggi in quiescenza. Le indagini hanno coinvolto anche due dipendenti amministrativi in servizio presso la S.S.D. ALPI: Rossella Viscomi e Maria Teresa Debora Lanatà. Tra gli arrestati figurano infine Antonio Attisani, infermiere del reparto di Cardiologia dell’A.O.U., e Maurizio Gigliotti, che all’epoca dei fatti era legale rappresentante della società EMMEGI HOSPITAL S.r.l., operante nel settore dei dispositivi medicali.
Altre misure cautelari
Oltre ai domiciliari, il giudice per le indagini preliminari ha disposto misure meno afflittive per altri due indagati. A Giuseppe Perri, ex dirigente medico del reparto di Oculistica dell’ospedale Pugliese-Ciaccio, è stato imposto l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria. Per Giuseppe Mauro, anch’egli all’epoca dei fatti dirigente medico della Soc di Neurochirurgia dell’Aou Dulbecco di Catanzaro, è stato invece emesso il divieto di dimora nel comune di Catanzaro.
Sequestri per un milione di euro
Il gip ha inoltre disposto il sequestro di circa un milione di euro complessivi nei confronti di otto dirigenti medici e di un imprenditore, considerati il profitto di alcuni dei reati contestati. Attinti dal sequestro preventivo sono stati i seguenti indagati: Maglia, Scicchitano, Gigliotti, Candigliota, Iuliano, Mancuso, Perri e Antonio Raffaele Billa, quest’ultimo dirigente medico del reparto di Ginecologia dell’Aou di Catanzaro.
I reati contestati
Gli indagati sono complessivamente 14 e, a vario titolo, devono rispondere di ipotesi di reato molto gravi: associazione per delinquere, truffa aggravata ai danni dello Stato, accesso abusivo a sistema informatico o telematico, falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in certificati o autorizzazioni amministrative, peculato, falsa attestazione di presenza in servizio, emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, riciclaggio, autoriciclaggio.









