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31 Marzo 2026
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Calabria
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Blitz nel Vibonese: dieci lavoratori in “nero” in una struttura ricettiva. Scattano sospensione e maxi-multa

Operazione congiunta tra Ispettorato del Lavoro, Inps e Guardia di Finanza. Tra il personale irregolare individuato anche un minorenne: sanzioni amministrative per un totale di 45mila euro.

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Un duro colpo all’irregolarità nel settore turistico-alberghiero è stato inferto nei giorni scorsi nella provincia di Vibo Valentia. Un’operazione di vigilanza integrata, che ha visto operare in sinergia l’Ispettorato Territoriale del Lavoro, l’Inps e i militari della Guardia di Finanza, ha portato alla luce gravi violazioni all’interno di una nota struttura ricettiva della zona. Durante l’accesso ispettivo, le autorità hanno identificato dieci lavoratori impegnati nelle proprie mansioni in totale assenza di un regolare contratto di assunzione. La gravità della situazione, con una percentuale di personale non dichiarato superiore alle soglie di tolleranza previste dalla legge, ha reso inevitabile l’immediata sospensione dell’attività imprenditoriale.

Coinvolto un minorenne: il peso delle sanzioni

Il quadro delineato dagli ispettori si è rivelato ancora più critico a causa della presenza, tra i lavoratori irregolari, di un minorenne. Tale circostanza ha aggravato la posizione del titolare della struttura, a cui sono state contestate sanzioni amministrative per un importo complessivo di circa 45.000 euro. Nel dettaglio, la quota comprende 5.000 euro legati al provvedimento di sospensione e circa 40.000 euro a titolo di “maxi-sanzione” per l’impiego di personale non regolarmente dichiarato. Il ripristino dell’attività resta ora subordinato alla regolarizzazione delle posizioni lavorative e al pagamento delle sanzioni pecuniarie.

Vigilanza intensificata in vista della stagione estiva

L’intervento non rappresenta un episodio isolato, ma si inserisce in un più ampio e strutturato piano di monitoraggio del territorio vibonese. Con l’approssimarsi della stagione estiva, le autorità hanno disposto un potenziamento dei controlli nelle aree a forte vocazione turistica, dove il rischio di sfruttamento della manodopera e di sommerso è tradizionalmente più elevato. L’obiettivo dichiarato dagli organi di vigilanza è duplice: da un lato, la tutela dei diritti e della sicurezza dei lavoratori; dall’altro, la salvaguardia delle imprese che operano nel rispetto delle regole, contrastando le forme di concorrenza sleale che danneggiano il tessuto economico sano della regione.

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