Un buco di oltre 100mila euro spariti dalle casse del Consiglio dell’ordine degli avvocati di Catanzaro su cui la Procura ci vuole vedere chiaro, inviando gli uomini della Guardia di finanza delegate alle indagini nella giornata di sabato a setacciare per ore e ore gli uffici del Coa e nello studio legale del tesoriere dimissionario a caccia di riscontri sui presunti ammanchi. Gli investigatori hanno prelevato una serie di atti, sequestrato pc per verificare l’esistenza di ipotesi di truffa, peculato e accesso abusivo al sistema informatico, finalizzato a modificare illecitamente capitoli di spesa. Una vicenda esplosa pubblicamente il 16 dicembre scorso quando la presidente dell’Ordine Enza Matacera ha inviato una nota urgente a tutti gli iscritti, informandoli di un’autodenuncia presentata dalla consigliera tesoriera (dimissionaria) Daniela Rodolà per mancati versamenti e ammanchi sui conti dell’Ente, chiarendo che l’autodenuncia è arrivata il 13 dicembre a seguito di contestazioni del consulente fiscale formulate due giorni prima.
Presunte violazioni di obblighi
Secondo quanto riportato nella nota, la gestione contabile sarebbe avvenuta “sotto l’esclusiva responsabilità” della tesoriera dal febbraio 2023, data del suo insediamento e ogni mancato riversamento o ammanco risulta direttamente riconducibile alla sua condotta, come dalla stessa dichiarato per iscritto in sede di autodenuncia”, nella quale la stessa avrebbe riconosciuto la violazione degli obblighi connessi alla funzione e “l’inadeguatezza della propria condotta rispetto ai doveri d’ufficio”, impegnandosi alla restituzione delle somme che saranno puntualmente accertate. Contestualmente all’autodenuncia della collega, la presidente Matacera ha informato gli iscritti di aver trasmesso il 14 dicembre l’esposto e la denuncia formale esposto al Consiglio di Disciplina territorialmente competente e di aver presentato denuncia-querela in Procura per accertare profili di responsabilità.
Il Coa ha rivendicato una linea di trasparenza e rigore e la presidente ha evidenziato che l’Ordine è parte lesa nell’ambito di una vicenda ch si sarebbe verificata “nonostante l’esistenza di una catena di controllo contabile comprendente un consulente esterno e un Revisore dei Conti”. Sul piano finanziario, arriva anche un messaggio rassicurante agli iscritti sulla solidità economico-finanziaria dell’Ordine, “che non è stata né sarà in alcun modo compromessa”, grazie al tempestivo intervento degli organi istituzionali del Coa.
I motivi delle dimissioni del tesoriere
Una nota a cui è seguito il comunicato stampa dell’ex tesoriere, che ha precisato di aver rassegnato sì le dimissioni dalla carica di Tesoriere del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Catanzaro e di aver presentato formale autodenuncia, ma solo per un senso di responsabilità istituzionale connesso al ruolo ricoperto con l’esclusione di ammissioni di colpe: “Non ho tuttavia alcuna intenzione di vedermi attribuite colpe che non mi appartengono, né che una scelta di responsabilità si traduca in un pubblico ludibrio, peraltro intervenuto senza previo contraddittorio. La responsabilità istituzionale che ho immediatamente assunto, in assenza di accertamenti definitivi, non può tradursi nell’attribuzione di colpe non accertate né in una tale esposizione pubblica di natura denigratoria che mi ha lasciato disarmata e sconcertata”.
L’inchiesta continua a ritmo serrato
Adesso toccherà al pm Francesca Delcogliano, titolare del fascicolo, sciogliere il bandolo della matassa e riscontrare l’esistenza di ammanchi a quanto pare importanti in un bilancio apparentemente con i conti non in rosso, stabilire il periodo in cui risalirebbero le sottrazioni ingiustificate di danaro, per poi addebitare presunte responsabilità in un’inchiesta ancora agli albori, ma che sta andando avanti celermente.









