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5 Marzo 2026
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Buco nei conti del Coa di Catanzaro, duplice esposto dell’ex tesoriera coinvolge altri avvocati. Accertamenti sul suo cellulare

Domani gli accertamenti irripetibili sul telefonino di Daniela Rodolà, indagata per peculato, mirati a monitorare conversazioni e messaggi

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Si terranno domani gli accertamenti irripetibili sul cellulare sequestrato all’ex tesoriera del Coa di Catanzaro Daniela Rodolà, indagata per peculato nell’ambito dell’inchiesta del sostituto procuratore Francesca Delcogliano, che punta a far luce su un buco di oltre 100mila euro spariti dalle casse del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Catanzaro. La Guardia di finanza, delegata alle indagini, procederà all’estrapolazione della copia forense dei dati contenuti nel telefonino sequestrato dagli investigatori il 20 dicembre scorso, giorno in cui i finanzieri setacciarono lo studio dell’avvocato e gli uffici del Coa a caccia di riscontri sui presunti ammanchi. Accertamenti che mirano a tracciare conversazioni e messaggi e che potrebbero aprire nuovi scenari.

I due esposti

Intanto l’ex tesoriera ha depositato due esposti, uno al Consiglio di disciplina di Salerno competente a giudicare i consiglieri del Coa di Catanzaro e un altro al Consiglio di disciplina del capoluogo di Regione facendo il nome di un avvocato.  Una vicenda esplosa pubblicamente il 16 dicembre scorso quando la presidente dell’Ordine Enza Matacera ha inviato una nota urgente a tutti gli iscritti, informandoli di un’autodenuncia presentata dalla consigliera tesoriera dimissionaria  per mancati versamenti e ammanchi sui conti dell’Ente, chiarendo che l’autodenuncia è arrivata il 13 dicembre a seguito di contestazioni del consulente fiscale formulate due giorni prima.

Presunte violazioni di obblighi

Secondo quanto riportato nella nota, la gestione contabile sarebbe avvenuta “sotto l’esclusiva responsabilità” della tesoriera dal febbraio 2023, data del suo insediamento e ogni mancato riversamento o ammanco risulta direttamente riconducibile alla sua condotta, come dalla stessa dichiarato per iscritto in sede di autodenuncia”, nella quale la stessa avrebbe riconosciuto la violazione degli obblighi connessi alla funzione e “l’inadeguatezza della propria condotta rispetto ai doveri d’ufficio”, impegnandosi alla restituzione delle somme che saranno puntualmente accertate. Contestualmente all’autodenuncia della collega, la presidente Matacera ha informato gli iscritti di aver trasmesso il 14 dicembre l’esposto e la denuncia formale esposto al Consiglio di Disciplina territorialmente competente e di aver presentato denuncia-querela in Procura per accertare profili di responsabilità.

Il Coa ha rivendicato una linea di trasparenza e rigore e la presidente ha evidenziato che l’Ordine è parte lesa nell’ambito di una vicenda ch si sarebbe verificata “nonostante l’esistenza di una catena di controllo contabile comprendente un consulente esterno e un Revisore dei Conti”. Sul piano finanziario, arriva anche un messaggio rassicurante agli iscritti sulla solidità economico-finanziaria dell’Ordine, “che non è stata né sarà in alcun modo compromessa”, grazie al tempestivo intervento degli organi istituzionali del Coa.

I motivi delle dimissioni del tesoriere 

Una nota a cui è seguito il comunicato stampa dell’ex tesoriere, che ha precisato di aver rassegnato sì le dimissioni dalla carica di Tesoriere del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Catanzaro e di aver presentato formale autodenuncia, ma solo per un senso di responsabilità istituzionale connesso al ruolo ricoperto con l’esclusione di ammissioni di colpe: “Non ho tuttavia alcuna intenzione di vedermi attribuite colpe che non mi appartengono, né che una scelta di responsabilità si traduca in un pubblico ludibrio, peraltro intervenuto senza previo contraddittorio. La responsabilità istituzionale che ho immediatamente assunto, in assenza di accertamenti definitivi, non può tradursi nell’attribuzione di colpe non accertate né in una tale esposizione pubblica di natura denigratoria che mi ha lasciato disarmata e sconcertata”.

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