× Sponsor
3 Aprile 2026
8 C
Calabria
spot_img

Carabiniere morto suicida a Lamezia: disposti accertamenti tecnici urgenti sui suoi cellulari

Il provvedimento si inserisce nel quadro degli accertamenti coordinati dalla Procura della Repubblica, che ha aperto un fascicolo per chiarire ogni aspetto della vicenda

spot_imgspot_img
spot_imgspot_img

Prosegue l’inchiesta sulla morte del brigadiere Battista Mastroianni, 39 anni, trovato privo di vita nella propria auto in via delle Terme, nel quartiere Sambiase. Nelle ultime ore, secondo quanto si apprende, sarebbero stati disposti accertamenti tecnici urgenti sui telefoni in uso al militare, ritenuti utili a ricostruire contatti, messaggi e movimenti precedenti al decesso. Le attività tecniche sarebbero state affidate al Comando provinciale dei Carabinieri di Cosenza.

Il provvedimento si inserisce nel quadro degli accertamenti coordinati dalla Procura della Repubblica, che ha aperto un fascicolo per chiarire ogni aspetto della vicenda, sulla quale – viene riferito – permane il massimo riserbo. 

La dinamica e gli interrogativi dell’inchiesta

Secondo la ricostruzione fin qui emersa, Mastroianni sarebbe stato fermato di notte durante un controllo su strada da colleghi dell’Arma: nel corso delle verifiche, alcuni elementi avrebbero portato i militari a chiedergli di seguirli in caserma per ulteriori approfondimenti. Poco dopo, il brigadiere si sarebbe tolto la vita all’interno della sua auto, rendendo inutili i tentativi di soccorso. 

Restano da chiarire, in particolare, le ragioni che possano aver preceduto il gesto e l’eventuale presenza di pressioni o criticità maturate negli ultimi tempi. Il militare – originario di Lamezia e residente nella frazione Acquafredda – era in servizio temporaneo da circa un mese alla Stazione dei Carabinieri di Bovalino, dopo precedenti incarichi tra Locride e Reggino. 

In questo contesto si collocano gli accertamenti tecnici urgenti sui cellulari: la verifica dei contenuti potrebbe aiutare a delineare le ultime ore del brigadiere e a riscontrare eventuali elementi utili all’inchiesta. Per la tutela degli interessi della famiglia del militare, è stato indicato come consulente il dottor Antonio Andrea Miriello.

Le attenzioni si concentreranno anche sugli elementi eventualmente derivanti dalle immagini della videosorveglianza e sulle autovetture connesse alle targhe rinvenute durante la perquisizione. L’autovettura a cui sarebbero state sottratte le targhe, infatti, sarebbe ancora esente da provvedimenti di sequestro.

Cordoglio e riflessioni

La notizia ha suscitato forte emozione nell’ambiente dell’Arma e nei territori in cui il brigadiere aveva prestato servizio. Messaggi di vicinanza sono arrivati anche da rappresentanze sindacali interne, che hanno richiamato l’attenzione sul tema del benessere psicologico in divisa e sulla necessità di rafforzare i presìdi di ascolto e supporto.

spot_imgspot_img

ARTICOLI CORRELATI

ULTIME NOTIZIE