Una svolta procedurale potrebbe segnare nuovi sviluppi nell’inchiesta sulla morte di Mohamed Amin Bessioud, noto a tutti come Momò. L’avvocata Chiara Penna, che ha assunto la difesa della madre della vittima, Nabila Jabri, entra nel procedimento penale in qualità di legale della persona offesa. La prima mossa della nuova linea difensiva si è concretizzata in un’istanza depositata presso la Procura della Repubblica di Cosenza, con cui si sollecita l’esecuzione urgente di un sopralluogo tecnico approfondito sul luogo dell’evento. L’obiettivo prioritario è cristallizzare e preservare ogni elemento materiale ancora disponibile, partendo da un’analisi capillare della pavimentazione, del parapetto e della balaustra del balcone dal quale si è verificata la precipitazione del giovane. La difesa ha chiesto di verificare con estrema precisione l’eventuale presenza di deformazioni, abrasioni, graffi, impronte o segni di pressione, integrando la documentazione fotografica con rilievi metrici e una ricostruzione geometrica tridimensionale mediante l’impiego di laser scanner 3D.
La ricostruzione della traiettoria e le analisi medico-legali
Accanto agli accertamenti sul manufatto, l’istanza punta a fare piena luce sulle fasi esatte dell’impatto. La difesa ha chiesto agli inquirenti di individuare e mappate con coordinate certe sia il punto di caduta sia il punto di rinvenimento del corpo rispetto al fabbricato, al fine di verificare scientificamente la compatibilità delle diverse ipotesi di precipitazione con le leggi della fisica e la conformazione dei luoghi. Contestualmente, è stata sollecitata l’acquisizione di tutti i filmati di videosorveglianza pubblici e privati della zona, da sottoporre ad analisi fotogrammetriche e simulazioni virtuali. L’impostazione difensiva punta ad ancorare l’inchiesta a elementi numerici e scientificamente riscontrabili, evitando ricostruzioni fondate su mere deduzioni. Sul fronte sanitario, la famiglia ha nominato un proprio medico-legale di parte, chiedendo al pubblico ministero l’acquisizione integrale della cartella clinica, dei referti dei soccorsi, dei trattamenti praticati in ospedale e dei dati sulla salute del ragazzo nei mesi antecedenti al fatto.
L’istanza sul cambio dell’organo inquirente per garantire terzietà
Il documento depositato dall’avvocata Penna solleva infine una questione di rilevanza procedurale in merito alla conduzione delle indagini, attualmente iscritte nel registro delle notizie di reato contro ignoti. Considerato che i due militari dell’Arma presenti nell’abitazione al momento della caduta appartengono allo stesso Comando provinciale dei Carabinieri incaricato di svolgere gli accertamenti, la difesa ha invitato la Procura a valutare l’opportunità di affidare le successive attività investigative a un differente corpo di polizia giudiziaria. Una sollecitazione avanzata esplicitamente nell’interesse della «massima autonomia, trasparenza e serenità degli accertamenti», senza formulare accuse preventive ma al solo scopo di assicurare che ogni dettaglio sulla morte di Mohamed Amin Bessioud venga analizzato con la massima terzietà.













