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29 Aprile 2026
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Catanzaro Servizi, altri quattro mesi di protezione: il giudice dà tempo alla società fino al 26 agosto

Accolta la richiesta di proroga delle misure protettive: la partecipata del Comune resta al riparo da azioni esecutive. Decisivi i nuovi affidamenti: verde pubblico, manutenzioni, lampade votive e pontili

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Altri quattro mesi per provare a trasformare il piano di risanamento in fatti concreti. Catanzaro Servizi ottiene una nuova boccata d’ossigeno dal Tribunale: il giudice della Prima sezione civile-procedure concorsuali ha accolto la richiesta di proroga delle misure protettive avanzata nei giorni scorsi dalla società partecipata del Comune di Catanzaro.

La nuova scadenza è fissata al 26 agosto. Fino a quella data l’azienda in house di Palazzo De Nobili resterà protetta da eventuali azioni esecutive dei creditori, come pignoramenti o iniziative analoghe, potendo così portare avanti il percorso previsto dal piano di risanamento e dal piano industriale. Un tempo supplementare ma decisivo. Perché nei prossimi mesi la società guidata dall’amministratore unico Antonio De Marco dovrà dimostrare che la strada imboccata è in grado di reggere anche sul piano economico.

Il giudice concede la proroga delle misure protettive

Le misure protettive servono a mettere la società al riparo da iniziative individuali dei creditori, consentendo al management di lavorare al rilancio senza il rischio immediato di aggressioni patrimoniali. Nel caso di Catanzaro Servizi, la proroga assume un peso particolare perché arriva in una fase delicata: la partecipata comunale è chiamata a definire e avviare una serie di attività considerate centrali per la sua tenuta futura.

La copertura resterà attiva fino al 26 agosto, data entro la quale l’azienda dovrà presentarsi con un quadro più avanzato sullo stato degli affidamenti, sulle nuove entrate attese e sulla concreta attuazione delle misure previste.

Il piano di rilancio passa dai nuovi servizi

Il cuore del tentativo di rilancio è negli affidamenti dei nuovi servizi già autorizzati dal Consiglio comunale. È da lì che Catanzaro Servizi e il Comune si attendono le risorse necessarie per rendere la società progressivamente più autonoma e sostenibile. Tra le attività indicate rientrano la gestione del verde pubblico, l’assistenza tecnica al Comune, le lampade votive nei cimiteri cittadini, la manutenzione stradale e la manutenzione della segnaletica. Si tratta di servizi a rilevanza economica che dovrebbero garantire nuovi introiti alla società. L’obiettivo è far sì che Catanzaro Servizi possa “camminare sulle proprie gambe”, riducendo la fragilità finanziaria che ha reso necessario il ricorso agli strumenti di protezione.

Il ruolo di Palazzo De Nobili

La partita non riguarda soltanto la partecipata, ma anche il Comune di Catanzaro, socio unico della società. Palazzo De Nobili ha già autorizzato gli affidamenti e ora il passaggio decisivo sarà renderli effettivi, trasformando gli atti amministrativi in attività operative e in flussi economici reali. Il tempo concesso dal Tribunale servirà proprio a questo: consentire alla società di completare l’iter, avviare i servizi e presentare, al prossimo passaggio davanti al giudice, un quadro più solido. In questa fase, eventuali accordi e transazioni con i creditori restano un altro tassello del percorso. Ma la prospettiva di risanamento appare legata soprattutto alla capacità di generare nuove entrate attraverso le attività affidate.

La scommessa dei pontili

Accanto agli affidamenti in house, c’è anche un altro fronte operativo: la gestione dei pontili nel terzo specchio d’acqua. In questo caso l’attività non arriva tramite affidamento diretto, ma attraverso una procedura pubblica. Secondo il cronoprogramma indicato, i pontili dovrebbero arrivare entro metà maggio. Nei prossimi giorni l’amministratore unico dovrebbe pubblicare il preavviso di prenotazione dei posti barca e l’avviso pubblico di selezione per quattro figure da impiegare nella gestione del servizio. Anche questo segmento rientra nel disegno complessivo di rilancio della società. Non solo perché può produrre nuove entrate, ma perché rappresenta un banco di prova sulla capacità operativa di Catanzaro Servizi in un settore diverso rispetto alle attività tradizionali.

Il 26 agosto come nuovo tagliando

La nuova data da cerchiare in rosso è dunque il 26 agosto. Per quel momento, il giudice potrebbe chiedere conto dello stato di avanzamento degli affidamenti, delle prime risultanze operative e delle proiezioni economico-finanziarie legate ai nuovi servizi.

In sostanza, la proroga concede tempo, ma aumenta anche il peso della verifica successiva. Catanzaro Servizi dovrà arrivare al nuovo appuntamento con elementi concreti: servizi attivati, procedure completate, entrate previste e un quadro più chiaro sulla sostenibilità del piano. La società, per ora, resta protetta. Ma la protezione non può essere il punto di arrivo. È uno strumento per consentire al management di lavorare senza l’assillo immediato delle azioni esecutive, mentre si prova a costruire una prospettiva industriale credibile.

Quattro mesi per dimostrare la svolta

Per Catanzaro Servizi si apre quindi una fase decisiva. Da un lato c’è la copertura garantita dalle misure protettive; dall’altro c’è la necessità di dimostrare che il percorso avviato può produrre effetti reali. Il rilancio passa dai nuovi affidamenti, dalla capacità di gestire i servizi comunali, dall’avvio dell’attività legata ai pontili e dal rapporto con i creditori. Tutti tasselli che dovranno trovare una sintesi entro la fine dell’estate. Il Tribunale ha concesso altri quattro mesi. Ora tocca alla società e al Comune trasformare questa finestra di tempo in una vera occasione di risanamento.

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