8 Ottobre 2026
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Blitz dei Carabinieri nel Vibonese: catturato a Parghelia il latitante Vincenzo La Rosa. Si nascondeva in un villaggio turistico

Il ricercato è stato sorpreso in un villaggio turistico dalle forze dell'ordine dopo mesi di latitanza. Deve scontare una condanna definitiva a 6 anni nell'ambito dell'inchiesta "Jail Express" e risulta condannato per associazione mafiosa

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Si è conclusa all’interno di un complesso ricettivo a Parghelia, nel territorio provinciale di Vibo Valentia, la fuga del latitante Vincenzo La Rosa. L’operazione è stata condotta dai Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Gioia Tauro unitamente ai militari dello Squadrone Eliportato “Cacciatori” Calabria. L’intervento scaturisce dalle indagini delegate dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Reggio Calabria, guidata dal Procuratore Generale Gerardo Dominijanni, volte a dare esecuzione a un provvedimento restrittivo emesso nei confronti dell’uomo.

Le accuse, la condanna per estorsione e la dichiarazione di latitanza

La Rosa, già sottoposto alla misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, si era reso irreperibile il 9 febbraio 2026, quando la Procura Generale reggina aveva disposto l’ordine di carcerazione per l’espiazione di una pena residua pari a 6 anni di reclusione. Il provvedimento trae origine dal procedimento penale denominato “Jail Express”, relativo a reati di estorsione aggravata in concorso, detenzione e porto illegale di armi e lesioni personali commessi nel 2017. All’atto dell’esecuzione della misura, il ricercato si era sottratto alla cattura, portando all’avvio delle attività di ricerca e alla successiva formale dichiarazione di latitanza.

Le indagini, la rete di contatti e la posizione giudiziaria

L’individuazione del nascondiglio è giunta a coronamento di una complessa attività investigativa basata su riscontri tecnici e sulla progressiva ricostruzione dei movimenti e dei fiancheggiatori dell’uomo. Oltre alla condanna per la quale era ricercato, la posizione giudiziaria di La Rosa comprende una sentenza definitiva a 8 anni di reclusione per associazione di tipo mafioso derivante dal processo “Geolja”, unitamente a una condanna in primo grado a 25 anni per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e sequestro di persona a scopo estorsivo. Per quest’ultimo procedimento, non essendoci pronuncia definitiva, si applica il principio costituzionale della presunzione di innocenza.

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