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2 Aprile 2026
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Cellulari in carcere a Cosenza, telefono unico per chiamare fuori: in 42 vanno a processo (NOMI)

Maxi filone sull’uso di cellulari nella casa circondariale “Cosmai”: 61 episodi contestati tra il 2022 e il 2023. Coinvolti anche familiari dei detenuti

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Prosegue il procedimento sull’uso illecito di cellulari all’interno del carcere di Cosenza “Sergio Cosmai”. Il giudice dell’udienza predibattimentale, Stefania Antico, ha disposto il rinvio a giudizio per 42 imputati, segnando una prima svolta nel filone investigativo aperto dalla Procura bruzia. Il processo continuerà davanti a un altro giudice, mentre il quadro accusatorio – costruito dal pubblico ministero Domenico Frascino – resta ancorato a un’ipotesi precisa: detenuti in possesso di telefoni cellulari con sim card per comunicare con l’esterno, aggirando i controlli del sistema penitenziario.

Assolto Scarcello, stralciata una posizione

Nello stesso provvedimento, il giudice ha pronunciato sentenza di non luogo a procedere nei confronti di Franco Scarcello, difeso dagli avvocati Antonio Quintieri e Natale Occhiuto. Determinante, secondo la difesa, l’assenza di coincidenza tra il periodo di detenzione e quello in cui si sarebbero verificati i fatti contestati: “non vi era corrispondenza temporale”, elemento che ha portato al proscioglimento. Disposto inoltre lo stralcio della posizione di Valdir Scalzo.

Il sistema: un cellulare per tutti e 61 episodi contestati

Al centro dell’inchiesta c’è un dettaglio ritenuto particolarmente significativo dagli inquirenti: l’utilizzo dello stesso numero di cellulare da parte di più detenuti. Secondo la ricostruzione accusatoria, il telefono – introdotto illegalmente nella struttura – sarebbe stato utilizzato per effettuare chiamate verso l’esterno, con una gestione condivisa tra più soggetti ristretti. La Procura ha cristallizzato 61 episodi, collocati in un arco temporale compreso tra ottobre 2022 e settembre 2023, periodo che coincide anche con importanti operazioni antimafia sul territorio, tra cui il blitz “Reset” contro i clan cosentini.

Il ruolo dei familiari e il contesto investigativo

Nel fascicolo emergono anche posizioni di familiari dei detenuti, che – secondo l’impostazione accusatoria – avrebbero contribuito a far arrivare il telefono all’interno della casa circondariale. Un elemento che amplia il perimetro dell’inchiesta e che rafforza l’ipotesi di un meccanismo organizzato per mantenere i contatti con l’esterno, nonostante le restrizioni carcerarie.

I nomi degli imputati

Sono 42 le persone rinviate a giudizio: Giuseppe Carro, Cataldo Valente, Paolo Cusato, Andrea Volpe, Vincenzo Torcasio, Ferdinando Cascone, Christian Miolla, Carlo Migliori, Marco Battaglia, Ivano Ragusa, Vincenzo Liberato Candreva, Domenico Berlingieri, Luigi De Martino, Salvatore Pizzuti, Salvatore Marino, Salvatore Cosentino, Stefano Casole, Carlo Spadafora, Michele Loizzo, Mirko Capizzano, Marco Cosimo Passalacqua, Vincenzo Sculco, Mario Meringolo, Andrea Arena, Luigi Spagnolo, Giuseppe Schito, Vincenzo Crescimone, Mirko Pironaci, Salvatore Capraro, Enzo Bertocco, Ippolito Antonio De Rose, Mattia Spanò, Sergio Venti, Fausto Vezzoni, Manuel Forte, Claudio Altomare, Antonio Giampà, Vasile Munteanu, Andrea Russo, Mario Pranno, Ottavio Marincola, Valentina Putignano.

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