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11 Marzo 2026
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Code infinite, cartelle “pazze” e fermi amministrativi: la Guardia di Finanza accende i riflettori su Soget a Vibo

Dopo settimane di proteste e segnalazioni dei cittadini, il Comune ha diffidato la società di riscossione. Ora l’intervento della Finanza apre un fronte delicato: verificare se l’operato rispetti davvero le regole

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La notizia che segna un cambio di passo è una sola, ed è quella che pesa di più: la Guardia di Finanza ha avviato verifiche sull’operato della Soget a Vibo Valentia. Accertamenti conoscitivi, sommarie informazioni raccolte da contribuenti, un’attività di controllo che – secondo quanto risulta – mira a fare chiarezza su procedure di riscossione, accertamenti e modalità di rapporto con l’utenza.

Non si parla, almeno per ora, di un’indagine penale formalmente iscritta, ma di un’azione ispettiva che nasce dal moltiplicarsi delle segnalazioni, alcune delle quali già portate all’attenzione di organi di stampa e autorità competenti. Un segnale chiaro: qualcosa, nel meccanismo, non torna.

Chi è la Soget e perché gestisce i tributi

La Soget S.p.A., società di gestione dei tributi con sede a Pescara, opera per conto di numerosi enti locali italiani. A Vibo Valentia ha assunto la gestione dei tributi comunali in seguito a un bando pubblico, subentrando al sistema di riscossione che un tempo faceva capo a Equitalia. Il modello è quello dell’esternalizzazione: il Comune resta titolare del tributo, ma affida a un soggetto terzo le fasi operative di accertamento, riscossione e recupero. Una scelta pensata – sulla carta – per migliorare efficienza e tempi, ma che, nel caso vibonese, ha prodotto un’ondata di polemiche.

Il rapporto con il Comune di Vibo Valentia

Il Comune di Vibo Valentia, messo sotto pressione dalle proteste dei cittadini, ha ammesso l’esistenza di criticità rilevanti. L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Enzo Romeo ha avviato un monitoraggio interno sui disservizi segnalati nel rapporto tra utenza e concessionaria.

Da qui la decisione di procedere con una diffida formale ad adempiere, accompagnata da una sanzione amministrativa, contestando alla società il mancato rispetto di alcuni punti del capitolato. Un atto politico-amministrativo non banale, che certifica come i problemi non siano stati considerati episodici o marginali.

Accertamenti contestati e sportelli al collasso

Le lamentele dei contribuenti raccontano uno scenario ricorrente: fatture ritenute errate, accertamenti che molti cittadini definiscono non dovuti, difficoltà quasi insormontabili nel riuscire a ottenere chiarimenti. A tutto questo si aggiunge l’aspetto più visibile e simbolico: le file interminabili davanti alla sede Soget, con cittadini costretti ad arrivare alle prime luci dell’alba solo per prenotare un appuntamento.

Un paradosso diventato quasi una metafora: mettersi in fila per prendere il numero… della fila. E spesso, raccontano gli utenti, dopo ore di attesa si viene mandati via per la chiusura degli uffici o si ottengono risposte giudicate superficiali e frettolose.

Il nodo più delicato: fermi amministrativi e verifiche preventive

Tra le accuse più gravi – tutte da verificare e sulle quali sarà decisivo l’esito dei controlli – vi sono quelle relative all’adozione di fermi amministrativi su veicoli di cittadini che sostengono di essere in regola o di non aver mai ricevuto un preventivo avviso di accertamento.

Si tratta di un punto centrale, perché la procedura ordinaria prevede passaggi ben definiti: avviso di accertamento, possibilità di difesa, successiva cartella. Molti contribuenti lamentano invece l’assenza di comunicazioni preliminari, con conseguenze immediate e pesanti sulla vita quotidiana, soprattutto per chi utilizza l’auto per lavorare.

La reazione della Soget e i correttivi annunciati

Dopo la diffida comunale, la Soget ha annunciato l’attivazione di nuove modalità operative, tra cui un sistema di prenotazione online e il potenziamento dei canali di assistenza telefonica. Misure che, nelle intenzioni, dovrebbero ridurre le attese e migliorare l’accessibilità al servizio.

Il Comune, dal canto suo, ha dichiarato che continuerà a vigilare sull’effettiva applicazione di questi correttivi, riservandosi ulteriori iniziative in caso di inadempienze. Un monitoraggio che oggi si intreccia inevitabilmente con l’azione della Guardia di Finanza.

Perché l’intervento della Finanza cambia lo scenario

L’ingresso in campo della Guardia di Finanza segna un passaggio decisivo: non più solo un problema amministrativo o politico, ma una questione che riguarda il rispetto delle normative vigenti e la correttezza delle procedure adottate. L’obiettivo, secondo quanto trapela, è capire se le numerose lamentele – alcune formulate con toni durissimi – abbiano un fondamento oggettivo o se emergano irregolarità sistemiche nella gestione dei ruoli affidati dal Comune. Un accertamento che, inevitabilmente, chiama in causa responsabilità, controlli e catene decisionali.

Un caso che va oltre Vibo Valentia

La vicenda Soget-Vibo solleva una questione più ampia: fino a che punto l’esternalizzazione dei servizi pubblici garantisce davvero efficienza e tutela dei cittadini? E chi controlla, concretamente, l’operato delle società concessionarie quando qualcosa non funziona? Domande legittime, che oggi trovano una prima risposta nell’attenzione degli investigatori. Saranno i fatti, e solo i fatti, a stabilire se ci si trovi davanti a disservizi gravi ma sanabili o a un modello che necessita di una revisione profonda. Nel frattempo, a Vibo Valentia, la pazienza dei contribuenti sembra essere arrivata al limite.

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