Colpo di scena nel processo di appello bis, nome in codice “Jonny“, che vede alla sbarra 39 imputati, giudicati con rito abbreviato, travolti dalla maxi inchiesta della Dda di Catanzaro, che nel 2017 ha inferto un duro colpo al clan Arena di Isola Capo Rizzuto, capace di imporre la propria presenza anche sull’area jonica della provincia di Catanzaro dove o attraverso i suoi affiliati o per mezzo di fiduciari o con il sostegno di cosche alleate, avrebbe monopolizzato il business delle estorsioni ai danni di esercizi commerciali e imprese anche impegnate nella realizzazione di opere pubbliche.
Depositati nuovi verbali
Il procuratore generale ha depositato nuovi verbali in aula ed è spuntato fuori il nome del neo pentito Andrea Guarnieri, di 31 anni, nato a Milano, ex azionista della cosca Catarisano, con base operativa nel territorio di Roccelletta, ed operante anche nei territori limitrofi sotto l’influenza delle locali di ‘ndrangheta di Cutro e di Isola Capo Rizzuto. L’imputato nel processo Jonny, definito dalla Dda di Catanzaro, il partecipe del gruppo ‘ndranghetistico, colui che ne agevola attivamente il programma criminale, assicurando il suo apporto logistico ai vertici del sodalizio Francesco Gualtieri e Salvatore Abbruzzo anche nei rapporti con le altre organizzazioni mafiose nei momenti di criticità e tensione, ha deciso di vuotare il sacco e di collaborare con la giustizia.
Nuovi scenari
Un pentimento destinato ad aprire nuovi scenari e risalente a circa quaranta giorni fa, quando Guarnieri si è sottoposto ad interrogatorio davanti al pm antimafia Debora Rizza. Il 31enne, secondo le ipotesi di accusa, avrebbe avuto il compito di filtrare le ambasciate tra i sodali finalizzate a garantire un capillare controllo del territorio della cosca, contribuendo ad accrescerne la forza economica. A conferma dell’impianto accusatorio, le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Santo Mirarchi, che nel corso dell’interrogatorio del luglio 2016 aveva riconosciuto fotograficamente Guarnieri, indicandolo come il braccio destro di Salvatore Abbruzzo, con il compito di portare ambasciate. Il processo che oggi avrebbe dovuto concludersi con sentenza della Corte di appello, è stato rinviato al 5 maggio per la riapertura del dibattimento e per sentire il neo pentito difeso dall’avvocato Annalisa Pisano.









