Carte false per far superare esami ai prescelti, favorire candidati in progetti o nel bando indetto per la selezione di educatori professionali finalizzato all’assistenza di alunni con disabilità, in assenza dei requisiti richiesti. C’è anche questo nelle carte dell’inchiesta che ha portato il gip del Tribunale di Crotone Elisa Marchetto a vergare, su richiesta della Procura l’ordinanza di misura cautelare agli arresti domiciliari nei confronti della dirigente scolastica Ida Sisca e di Ernesto Calabretta, responsabile di un polo didattico, nell’ambito di un’indagine che coinvolge complessivamente 23 persone (LEGGI).
La candidata raccomandata
Quel bando per l’assunzione di venticinque educatori professionali, per la realizzazione di un progetto di sostegno ad alunni con disabilità, Daniela Maria De Fazio, doveva assicurarselo a tutti i cosi. E ci avrebbe pensato Ida Sisca con la complicità dall’amico Vincenzo Luigi Maria Basile, a farle passare la prova. Secondo le ipotesi accusatorie entrambi in concorso con Elisabetta Pace e le docenti Rosanna Basso e Francesca Arcuri, membri della commissione per la valutazione delle domande di partecipazione alla procedura selettiva, avrebbero attestato il falso nel verbale della Commissione del 9 maggio 2022, dichiarando che in quella data la candidatura da favorire sarebbe pervenuta nei termini, quando, in realtà, non ne sarebbe proprio arrivata. Ma c’è di più. Avrebbero certificato che la concorrente Daniela Maria De Fazio sarebbe risultata idonea, ottenendo il punteggio di “1.60”, anche se la candidata privilegiata non avrebbe mai svolto i “servizi di educatore” previsti dal bando. Una selezione, frutto di una concertazione tra la Commissione e la Sisca, fondata su di un curriculum mendace, neppure ritualmente allegato agli atti della procedura e che avrebbe indotto in errore l’Amministrazione scolastica e la Provincia di Crotone, erogatrice dei fondi.
La selezione decisa a tavolino
Sisca, inoltre, formando la graduatoria del concorso “Dove c’è una scuola: Always inclusive”, avrebbe attestato che un’altra concorrente si era collocata in posizione utile per l’aggiudicazione del progetto, meritando il punteggio di “23,5”, quando, invece non si era provveduto ad alcuna specifica valutazione della sua candidatura. Una selezione decisa a tavolino, di concerto con Gianfranco De Martino, tacendo maliziosamente il fatto, secondo le ipotesi di accusa, che la domanda della candidata era tardiva, inammissibile secondo le regole del bando. La dirigente, nell’esercizio delle sue funzioni, avrebbe anche formato la graduatoria provvisoria, poi diventata definitiva, del concorso per il reclutamento di esperti, tutor interni ed esperti esterni per la realizzazione della attività del progetto “Fami 2014 – 2020” , denominato “Calabria Friends”, attestando di essersi determinata sulla base delle decisioni della commissione collocando in posizione utile la figlia Maria Luigia Cusato e un altro concorrente quando, in realtà, la commissione aveva escluso le candidature per via dell’inammissibilità della domanda con verbale del 30 giugno, circostanza taciuta dalla Sisca in sede di graduatoria provvisoria.
Il certificato medico falso
Lucia Rita Musco’ vicaria della dirigente in concorso con quest’ultima avrebbe redatto un documento fasullo, in cui veniva comunicato all’Ufficio regionale scolastico la domanda di mutamento di indirizzo del candidato Domenico Andrea Ciurleo relativa agli esami integrativi che questi avrebbe dovuto sostenere, certificando che la stessa fosse stata presentata “per le vie brevi” in forma “regolare” e “pervenuta come dovuta”, quando, in realtà, era del tutto intempestiva. Un medico, (ora defunto) con la complicità di Ciurleo, Sisca, Musco e di Stefania Pizzuto, avrebbe rilasciato un certificato medico inerente l’indisponibilità fisica di Ciurleo a sostenere gli esami il 20 maggio 2022, “impossibilitato a presenziare alle attività scolastiche per motivi di salute”, anche se non ci sarebbe stata alcun indisponibilità fisica del candidato.
La promozione forzata e la rivelazione anticipata di notizie segrete
Il giorno degli esami integrativi, la commissione esaminatrice si sarebbe rifiutata di assicurare la promozione “per forza” al candidato esterno Ciurleo caldeggiata anche dalla dirigente Francesca Arcuri e Sisca in concorso con Muscò e Pizzuto, avrebbe minacciato i membri della commissione. Lo studente, sebbene le gravi lacune nelle materie d’esame, avrebbe superato comunque la prova.
Del sistema Sisca avrebbe fatto parte un incaricato di pubblico servizio, allo stato ignoto, “reo” di aver rilevato notizie di ufficio che dovevano rimanere top secret. Come? Divulgano prima della data della prova, le risposte ai quesiti del test preselettivo del concorso “TFA” sostegno, scuole secondarie di II grado, bandito dall’università “Link Campus University” di Roma per l’anno scolastico 2021/2022 (VII ciclo). Avrebbe ricevuto o, comunque, accettato la promessa di ricevere una somma di danaro da parte di alcuni intermediari, tra cui Giovanni Carbone, detto Gianni, ex dipendente Miur e socio di un’azienda il quale, a sua volta, avrebbe riscosso a dato il suo placet alla promessa di ricevere 5mila euro, trattenuta solo in parte per il ruolo di mediazione svolto, da parte di Sisca e Calabretta responsabile di un polo didattico a Crotone, i quali, a loro volta, in rappresentanza del pubblico ufficiale, avrebbero ricevuto, o accettato la promessa di ricevere le seguenti somme di danaro da parte dei candidati al concorso, nella misura di 5/6mila euro da Giovanni Fabiano, a sua volta rappresentante delle candidate Stefania Fragale e Marica Fiorentino e 3mila euro dalla coppia dei concorrenti Bruno Mercurio e Marta Lucente.
La precisazione e il singolare caso di omonimia
Si specifica così come fatto rilevare dall’avvocato Carmine Borelli che il Domenico Andrea Ciurleo di 30 anni di Crotone inserito nell’elenco degli indagati nulla ha a che vedere con l’omonimo Domenico Andrea Ciurleo, residente a Botricello, titolare dell’omonima azienda agroturistica nonché amministratore del villaggio Carioca di Botricello. Quest’ultimo è completamente estraneo all’inchiesta. Si tratta quindi di un clamoroso e singolare caso di omonimia.









