Il Tribunale di Catanzaro – sezione Misure di prevenzione – ha disposto l’ammissione della società Spurgojet Srls, con sede nella zona industriale dell’aeroporto di Vibo Valentia, al controllo giudiziario previsto dall’articolo 34 bis del Codice antimafia. Il collegio presieduto dalla giudice Chiara Ierardo, con i magistrati Barbara Elia e Stefano Bortone, ha accolto l’istanza presentata dalla società assistita dall’avvocato Giuseppe Di Renzo. La misura avrà durata di un anno e comporta la sospensione degli effetti dell’interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura di Vibo Valentia il 26 agosto 2025, provvedimento che la società ha già impugnato davanti al Tar. Contestualmente il Tribunale ha nominato giudice delegato Stefano Bortone e amministratore giudiziario Fabio Massimo Canzoniere, che avrà il compito di monitorare la gestione aziendale e riferire periodicamente alla magistratura.
Cos’è il controllo giudiziario previsto dal Codice antimafia
Nel decreto i giudici ricordano la ratio dell’istituto del controllo giudiziario, introdotto nel Codice antimafia per contrastare le infiltrazioni mafiose nell’economia senza bloccare l’attività delle imprese. Si tratta di una misura meno invasiva rispetto all’amministrazione giudiziaria: l’impresa continua a operare, ma viene sottoposta a vigilanza prescrittiva da parte di un amministratore nominato dal tribunale. L’obiettivo è prevenire o eliminare possibili condizionamenti mafiosi, garantendo al tempo stesso la continuità aziendale e la tutela dei rapporti economici con la pubblica amministrazione e i privati.
Il Tribunale ha ribadito che l’accesso a questa misura non è automatico: occorre verificare due presupposti fondamentali: il carattere occasionale dell’eventuale agevolazione mafiosa; la concreta possibilità di “bonifica” dell’impresa, cioè il suo riallineamento all’economia sana.
Per i giudici rischio di infiltrazione “modesto”
Il collegio, in particolare, ha ritenuto che gli elementi raccolti dalla Prefettura indichino un rischio di infiltrazione mafiosa di intensità ridotta, non tale da dimostrare una contiguità stabile con la ’ndrangheta. Nel provvedimento si legge infatti che: non vi sono prove che la società sia “stabilmente asservita” a cosche locali e gli elementi raccolti non dimostrano condizionamenti sulle scelte imprenditoriali. Per questo motivo il Tribunale ritiene che il controllo giudiziario possa fungere da strumento di prevenzione e bonifica aziendale, permettendo di verificare dall’interno eventuali criticità e impedire possibili infiltrazioni.
La seconda ammissione: un caso raro
Il caso presenta una particolarità rilevante. La Spurgojet era stata già ammessa al controllo giudiziario nel novembre 2020, con una procedura durata tre anni e conclusa positivamente nel dicembre 2023. Nonostante ciò, nel 2025 la Prefettura di Vibo Valentia ha emesso una nuova informativa interdittiva antimafia, fondata su ulteriori elementi investigativi.
Di fronte a questo nuovo provvedimento la difesa ha presentato una nuova istanza di controllo giudiziario, che il Tribunale ha deciso di accogliere. Per l’avvocato Giuseppe Di Renzo si tratta di una decisione particolarmente significativa. Si tratta infatti di un provvedimento assolutamente particolare perché non solo ammette una ditta con interdittiva al controllo giudiziario, sterilizzando quindi l’interdittiva, ma soprattutto è la seconda volta che la stessa società viene ammessa alla misura. Un caso davvero raro.









