× Sponsor
31 Marzo 2026
8.5 C
Calabria
spot_img

Dal prestito all’incubo, sette anni nella morsa dell’usura a Girifalco: arrestato 70enne, 130 mila euro nascosti in pollaio

Sgominato un presunto sistema di prestiti a strozzo attivo dal 2019: la vittima, un piccolo imprenditore agricolo, sarebbe stata minacciata anche dopo aver denunciato tutto ai carabinieri

spot_imgspot_img
spot_imgspot_img

Tutto sarebbe cominciato nel 2019, quando un piccolo imprenditore agricolo del territorio si sarebbe rivolto a un compaesano per ottenere un prestito. Una scelta che, stando alle accuse, si sarebbe trasformata ben presto in un vero e proprio calvario. Quel denaro ricevuto avrebbe generato una pretesa di restituzione con un tasso di interesse usurario del 120%, una cifra che avrebbe reso impossibile per la vittima onorare il debito, precipitandola in una spirale senza apparente via d’uscita.

I Carabinieri della Compagnia di Girifalco, coadiuvati dai militari della Stazione di Maida e dallo Squadrone Carabinieri Eliportato Cacciatori “Calabria” di Vibo Valentia, hanno dato esecuzione a una misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un 70enne del posto, su provvedimento emesso dal Tribunale di Lamezia Terme per il reato di usura. Si tratta, è necessario precisarlo, di ipotesi accusatorie allo stato delle indagini preliminari: l’indagato è presunto innocente fino a eventuale condanna definitiva.

La denuncia e le minacce per farla ritirare

La vittima avrebbe cercato di reagire rivolgendosi alle istituzioni. Nel giugno 2025 si era presentata presso la Stazione Carabinieri di Maida per denunciare quanto stava subendo. Una scelta coraggiosa che, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbe però innescato una nuova fase di pressione: altri due soggetti del luogo, anch’essi indagati nel medesimo procedimento e attualmente in stato di libertà, avrebbero ripetutamente avvicinato la vittima con l’obiettivo di convincerla a ritirare la denuncia, ricorrendo a minacce che configurerebbero il reato di tentata estorsione.

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme — attualmente diretta dal Procuratore facente funzioni — e condotta dal Nucleo Operativo della Compagnia di Girifalco, ha fatto leva su intercettazioni e pedinamenti, strumenti che avrebbero consentito di ricostruire con precisione la condotta dell’indagato e di documentare le pressioni esercitate sulla vittima.

Centotrentamila euro in contanti nascosti in un pollaio

Il dettaglio più clamoroso dell’operazione emerge dalla perquisizione condotta contestualmente all’esecuzione della misura cautelare. Nella disponibilità del 70enne gli investigatori hanno rinvenuto la somma contante di circa € 130.000,00, custodita all’interno di un bidone riposto in un pollaio. Stando a quanto emerso dalle intercettazioni, l’uomo aveva intenzione di murare il denaro per sottrarlo definitivamente a qualsiasi indagine patrimoniale.

Su quella somma i Carabinieri hanno dato esecuzione anche al decreto di sequestro preventivo emesso dal gip di Lamezia Terme su richiesta della locale Procura. In particolare, circa € 98.000,00 sono stati sottoposti a sequestro in funzione della confisca allargata che consente di aggredire i patrimoni per i quali l’indagato non sia in grado di giustificare il collegamento con redditi leciti regolarmente dichiarati al Fisco. La Procura di Lamezia Terme ha sottolineato come negli ultimi tempi abbia intensificato il ricorso a questi strumenti normativi proprio per colpire le illecite accumulazioni di ricchezza.

L’uomo ai domiciliari, indagini in corso

Al termine delle operazioni il 70enne è stato ristretto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione. Il procedimento penale, firmato dal sostituto procuratore della Repubblica Vincenzo Quaranta, pende nella fase delle indagini preliminari: vige pertanto, per tutti gli interessati, la presunzione di non colpevolezza.

spot_imgspot_img

ARTICOLI CORRELATI

ULTIME NOTIZIE