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26 Gennaio 2026
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Escalation criminale a Vibo, tre auto incendiate a Vena di Ionadi: non esclusa la pista della ‘ndrangheta

Gli episodi seguono altri atti incendiari in città e fanno temere la mano dei clan dopo le scarcerazioni nel maxiprocesso Rinascita Scott

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Vibo Valentia torna a fare i conti con l’ombra del racket e delle intimidazioni. Un grave incendio doloso ha distrutto tre autovetture parcheggiate lungo la pubblica via a Vena di Ionadi, centro situato alle porte del capoluogo. I Carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia hanno immediatamente avviato le indagini per far luce su un episodio che scuote la tranquillità della frazione e che sembra inserirsi in un contesto criminale più ampio.

I bersagli del rogo: farmacisti e commercianti

Le fiamme hanno coinvolto veicoli appartenenti a figure note nel tessuto produttivo locale. Nel dettaglio, è andata distrutta una Ford Kuga di proprietà della titolare di una farmacia situata in una delle frazioni delle Marinate di Vibo. Il fuoco ha poi avvolto una Fiat Punto appartenente al titolare di una pasticceria posta all’ingresso dell’area sud di Vibo Valentia, e una Dacia Sandero di proprietà di un ragazzo. Il tempestivo intervento di due squadre dei Vigili del Fuoco ha permesso di domare il rogo, ma i danni ai mezzi restano ingenti.

Indagini a tutto campo: video e testimonianze

Sul luogo del delitto, poco dopo la mezzanotte, sono giunti i Carabinieri per eseguire i rilievi scientifici e avviare le attività investigative. I militari hanno già provveduto ad ascoltare alcune persone informate sui fatti e hanno acquisito le immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza della zona, nella speranza di individuare gli autori del gesto. Al momento, gli inquirenti hanno confermato che nessuna pista viene esclusa.

L’ombra dei clan e l’allerta criminalità

L’episodio di Vena di Ionadi è solo l’ultimo di una preoccupante serie di atti criminali registrati nel vibonese. Il rogo segue infatti l’incendio appiccato al cantiere della mensa in costruzione presso la scuola Buccarelli del quartiere Affaccio e il ritrovamento di una bottiglia con liquido infiammabile davanti alla macelleria Chiarello in via Giovanni XXIII.

In questo scenario, non viene esclusa la mano dei clan della zona. Il sospetto degli investigatori è alimentato da un dato di cronaca giudiziaria rilevante: molti esponenti della criminalità locale sono stati in larga parte rimessi in libertà dalla Cassazione per la scadenza dei termini massimi di carcerazione preventiva nell’ambito del maxiprocesso “Rinascita Scott”. Un ritorno sul territorio che potrebbe coincidere con una nuova ondata di pressione sulle attività economiche della città.

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