Nuova svolta sul fronte delle frodi bancarie digitali. L’Arbitro Bancario Finanziario (Abf) ha riconosciuto il diritto al rimborso di 6.000 euro a un cittadino vittima di una truffa online particolarmente sofisticata, smentendo la tesi della banca che aveva attribuito la responsabilità al cliente.
La truffa: tecniche avanzate e controllo remoto del conto
Il raggiro, ricostruisce il Codacons, è stato portato avanti da criminali che si sono spacciati per operatori dell’istituto di credito, convincendo la vittima a effettuare versamenti e a installare un’app malevola che consentiva il controllo remoto dello smartphone e del conto corrente. Solo dopo giorni il consumatore si è accorto delle operazioni non autorizzate.
Il Codacons: “Una speranza per migliaia di truffati”
“Abbiamo supportato il consumatore passo dopo passo – spiega Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale del Codacons – e questa decisione rappresenta una speranza concreta per migliaia di cittadini colpiti ogni anno da raggiri digitali”. L’ABF, rileva l’associazione, riconosce che la responsabilità non può ricadere automaticamente sul cliente anche quando il suo comportamento può aver involontariamente favorito la truffa.
Sistemi di sicurezza insufficienti e banche nel mirino
Per Di Lieto, le frodi sempre più frequenti sono la prova di una vulnerabilità strutturale dei sistemi di protezione adottati dagli istituti di credito. “È inaccettabile – afferma – che le banche si limitino a sostenere la colpa del correntista senza predisporre strumenti davvero efficaci di prevenzione e protezione“.
Un monito all’intero sistema bancario
Il Codacons sottolinea che la decisione dell’ABF costituisce un monito chiaro: gli istituti devono aggiornare e rendere realmente efficaci i propri sistemi contro accessi fraudolenti e truffe sempre più sofisticate. “Questa vittoria – conclude Di Lieto – dimostra che ottenere giustizia è possibile quando la banca non rispetta gli obblighi di sicurezza e tutela del cliente”.








