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6 Febbraio 2026
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Guida senza patente, il Tribunale di Paola lo assolve: recidiva biennale contestata

Il giudice assolve l'imputato di Cetraro confermando che i verbali non definitivi non bastano per configurare la recidiva. Soddisfazione della difesa per il principio ribadito

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Il Tribunale di Paola ha assolto un cittadino di Cetraro, attualmente detenuto per altra causa presso la Casa Circondariale di Paola, dall’accusa di guida senza patente con presunta recidiva biennale, con la formula “perché il fatto non sussiste”.

I fatti contestati

Il caso risale alla sera del 9 ottobre 2022, quando l’imputato era alla guida di un’autovettura in Località Sottocastello di Cetraro. I Carabinieri di Cetraro Marina lo hanno fermato e contestato di aver guidato pur non essendo mai in possesso della patente, ipotizzando anche una recidiva nel biennio con precedenti violazioni del 7 novembre 2021, 16 marzo 2022 e 24 giugno 2022.

In quell’occasione il veicolo, intestato a un parente dell’imputato, è stato sequestrato; il familiare era stato denunciato a sua volta per aver consentito la guida senza patente, senza però ulteriori conseguenze.

Iter giudiziario e difesa

Al termine delle indagini, il Sostituto Procuratore della Repubblica di Paola, Mariolina Bannò, ha esercitato l’azione penale, citando l’uomo a giudizio per guida senza patente con recidiva nel biennio. In sede predibattimentale, la difesa, rappresentata dall’avvocato Emilio Enzo Quintieri, ha richiesto il rito abbreviato, allegando documenti a sostegno dell’assoluzione.

Il Pubblico Ministero Pierfrancesco Molinari aveva chiesto la condanna al minimo edittale, mentre la difesa ha evidenziato come mancasse la prova definitiva delle precedenti violazioni amministrative. La semplice produzione dei verbali redatti dai Carabinieri, privi di notifica valida e di accertamento definitivo, non poteva costituire elemento sufficiente per la recidiva, presupposto indispensabile per la configurabilità del reato. Lo stesso Tribunale, in composizione diversa, aveva già assolto l’imputato per analoghe contestazioni.

La decisione del Tribunale

Il Giudice Bellomusto ha accolto le argomentazioni della difesa, assolvendolo con formula piena perché il fatto non sussiste, respingendo la richiesta di condanna avanzata dalla Procura.

L’avvocato Quintieri ha sottolineato l’importanza del verdetto, che ribadisce il principio secondo cui l’onere della prova grava sul Pubblico Ministero e non può essere sostituito da mere presunzioni o atti amministrativi non definitivi. “Senza prova certa, non può esserci condanna“, ha ricordato il legale.

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