Un calciatore con il vizio del gioco e debiti importanti contratti per le scommesse sportive, costretto a chiedere soldi al concessionario d’auto e di orologi Carlo Francesco Procopi, perché sa che lui il danaro lo presta, ignaro però della trappola in cui sarebbe caduto. E così il giocatore in cambio di 2.500 euro e di un Rolex del valore di 12.500 si priva a titolo di usura di un Audi del valore di 26mila euro con un tasso d’interesse su base annua del 33,36 %, a fronte di un tasso soglia pari al 16,75 %. Il commerciante trasferisce l’auto nella sua concessionaria con una serie di operazioni volte a mascherarne la provenienza illecita. Come? Dopo aver acquisito l’auto del valore di 26mila euro al prezzo reale di 15mila, la intesta alla sua azienda e nel fascicolo relativo alla compravendita mette la fattura di acquisto da 26mila e un documento manoscritto recante la dicitura: “Permuta collezione privata quadrante bianco 40mila euro, rimane ad avere 14mila euro”, coprendo la sproporzione nel valore delle controprestazioni.
Il calciatore strozzato e l’amico pronto ad accollarsi il debito
Emergono ulteriori dettagli nelle carte dell’inchiesta del sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro Saverio Sapia che oggi ha portato la Guardia di finanza ad eseguire l’ordinanza con cui il gip ha disposto tre misure cautelari, di cui una in carcere e due ai domiciliari nei confronti di tre commercianti, “rei” di usura, estorsione, autoriciclaggio, esercizio abusivo della attività finanziaria (LEGGI). Nel 2022 il giocatore contrae un debito di 9mila euro da Carlo Procopi, che non riesce ad onorare, si rivolge ad un amico che si accolla il debito e consegna a Procopi, a garanzia, quattro cambiali del valore di 2.500 euro l’una, corrispondendo successivamente le somme usurarie in rate mensili, con interessi alle stelle del 33,36 % annui del capitale versato, a fronte di un tasso soglia del 18,95 %. Arriviamo a maggio, giugno 2023, l’amico non riesce più pagare il debito e viene contattato per conto di Procopi da Daniele Masciari, titolare di un B&B nel quartiere Lido, destinatario di una misura cautelare agli arresti domiciliari. Quest’ultimo subentra nel debito, chiedendo a sua volta tassi usurari: a fronte del debito lievitato a 10mila euro, Daniele Masciari pretende la corresponsione di 12.500 euro, costringendo il commerciante a sottoscrivere, a garanzia, delle cambiali da 2.500 euro l’una.
“Ho temuto diverse volte che Procopi venisse a minacciarmi”
Chiamato in qualità di persona su fatti il commerciante racconta tutta la vicenda ad inquirenti ed investigatori: “Ho dei debiti con Daniele a garanzia di un prestito in favore del giocatore, che conosco da una vita. Da circa un anno e mezzo, però, ha cominciato a chiedermi soldi, perché purtroppo ha il vizio del gioco e si trova spesso in difficoltà economica. Lui mi chiese se potevamo andare da Carlo Procopi a chiedere un prestito, perché era venuto a conoscenza che lui prestava soldi a Catanzaro. Io accettai. Ricordo che prima di andare a parlare con Procopi lui mi chiese, se secondo me, i soldi glieli avrebbe prestati gratuitamente o con un tasso di interesse. lo gli risposi che avrebbe applicato il 10, 15 %”.
I due amici si recono alla concessionaria d’auto di Procopi e il giocatore contratta un prestito di 9mila euro. “Dopo qualche giorno dall’accordo andammo a casa di Carlo. Io non entrai, rimasi ad aspettare fuori. Lui invece entrò e Carlo gli diede i soldi in contanti. Dopo che si misero d’accordo, il mio amico non riusciva a pagare, mi chiese se potessi subentrare io nel debito. Io accettai e firmai quattro cambiali in favore di Daniele Masciari, che mi disse che due erano per lui e due erano per Carlo, ma che se la sarebbero vista loro due per quanto riguardava la ripartizione interna del debito. Ho temuto diverse volte che Carlo potesse venire a minacciarmi o a picchiarmi. Io giro attualmente con un’auto a noleggio, avendo venduto la mia auto”.
“Credevo fosse un uomo facoltoso e gli ho chiesto soldi in prestito”
“Gli ho venduto un Audi Q2 e in cambio mi ha dato un orologio di valore, che valeva più o meno 12.500 euro, oltre a 2.500 euro in contanti”. Il giocatore, chiamato a sommarie informazioni, riferisce la sua versione dei fatti, dichiara di aver conosciuto Procopi nel 2022 tramite il titolare di un ristorante che glielo ha presentato come una persona che vendeva auto e orologi e di essersi rivolto a lui per chiedere soldi, perché gli è parso all’inizio un uomo molto facoltoso, che gli ha proposto più volte di fare affari insieme. “Poi, intorno a ottobre-novembre 2022, avevo bisogno di soldi e decisi di andare da Carlo a chiedere in prestito una somma di denaro. Ho poi coinvolto un mio amico, perché sapevo che lui conosceva bene Daniele Masciari, persona vicina a Carlo Procopi. Lui mi disse che mi poteva prestare dei soldi ma che avevano un costo, accettai dicendo che in futuro avremmo potuto avere delle collaborazioni. Dopo due giorni mi chiamò, andai a casa sua di sera insieme al mio amico e mi diede i soldi in contanti, in cucina. Mi diede 9mila euro con il patto di restituirli man mano, pagando una somma ogni due mesi non predeterminata ma in base a quello che potevo dare sul momento. Specifico, poi, che mi diede come scadenza il venti di ogni due mesi. Alla prima scadenza Carlo mi contattò chiedendomi di dargli i soldi, io, non potendo adempiere, gli ho detto “poi passo”. Dopo qualche giorno ho contattato il mio amico chiedendogli se potesse subentrare lui nel mio prestito perché non ce la facevo. Lui accettò e mi disse, quando lo rividi, che aveva emesso diverse cambiali a garanzia del pagamento del debito che si era accollato”.









