× Sponsor
1 Aprile 2026
5.8 C
Calabria
spot_img

Il tribunale di Catanzaro ribalta tutto: “Illegittima la rimozione di Carlo Tansi dalla Protezione Civile Calabria”

Una sentenza della Sezione lavoro riaccende il caso dell’ex dirigente calabrese. Nel 2018 l’allontanamento sarebbe avvenuto senza basi legali. La ricostruzione dell’interessato

spot_imgspot_img
spot_imgspot_img

Torna al centro del dibattito la vicenda di Carlo Tansi, ex responsabile della Protezione Civile della Calabria. Secondo quanto reso noto dallo stesso Tansi attraverso i suoi canali social, il Tribunale del lavoro di Catanzaro avrebbe stabilito l’illegittimità della sua rimozione avvenuta nel 2018.

“Il Tribunale del lavoro di Catanzaro, con una sentenza definitiva, ha stabilito che nel 2018 sono stato cacciato dalla guida della Protezione Civile della Calabria in modo illegittimo e senza alcun fondamento”, sottolinea Tansi.

Tre anni alla guida tra riforme e innovazione

Nel ricostruire il proprio operato, Tansi ha ripercorso il periodo compreso tra il 2015 e il 2018, evidenziando una serie di interventi mirati alla trasparenza amministrativa e all’efficienza gestionale.

Tra gli elementi rivendicati figurano la modernizzazione della Sala Operativa Regionale, la realizzazione del sistema informativo WebSor e lo sviluppo dell’applicazione “Easy Alert”, strumenti pensati per migliorare la gestione delle emergenze. Nel suo racconto, spazio anche alla riforma del volontariato e alla redazione di nuovi strumenti di pianificazione operativa.

Secondo quanto dichiarato, queste iniziative avrebbero prodotto risparmi economici significativi e un miglioramento delle performance complessive della struttura, che sarebbe stata riconosciuta anche a livello nazionale per l’innovazione introdotta, ricevendo apprezzamenti istituzionali e premi di settore.

La rimozione e i tempi contestati

Uno dei passaggi centrali della vicenda riguarda le modalità con cui avvenne la sospensione dall’incarico. Tansi sostiene che il provvedimento gli fu comunicato alla vigilia della scadenza contrattuale, circostanza che avrebbe inciso sulla possibilità di presentare ricorso nei tempi previsti.

Nel suo resoconto, si legge: “La sospensione mi fu comunicata un giorno prima della scadenza del contratto, impedendomi perfino di fare ricorso nei tempi utili”.

L’ex dirigente fa riferimento anche alle conseguenze personali e professionali derivanti da quella decisione, inserendole in un contesto più ampio di dinamiche istituzionali e amministrative che caratterizzarono quel periodo.

Procedimenti collegati e contesto giudiziario

Nella ricostruzione diffusa, Tansi menziona anche ulteriori vicende giudiziarie connesse al contesto dell’epoca. Tra queste, un procedimento per diffamazione che coinvolge l’ex consigliere regionale Domenico Tallini, con un’udienza indicata per il 2 aprile.

Si tratta di procedimenti distinti rispetto alla sentenza sul rapporto di lavoro, ma richiamati nel racconto per delineare il quadro complessivo delle controversie ancora in corso.

Una vicenda presentata come interesse pubblico

Nel passaggio conclusivo del suo intervento, Tansi attribuisce alla decisione del tribunale un significato che va oltre la dimensione personale. Nelle dichiarazioni pubblicate, afferma: “Non è una opinione. È una sentenza definitiva. Questa non è solo una vicenda personale. Riguarda il diritto dei calabresi a sapere cosa succede quando qualcuno prova davvero a eliminare privilegi, fermare sprechi e riportare legalità”.

spot_imgspot_img

ARTICOLI CORRELATI

ULTIME NOTIZIE