Non solo, come emerso già in Basso Profilo, uomo in divisa pronto a rivelare notizie top secret, informazioni riservate per ragioni di servizio in cambio di danaro o di varie utilità, ma anche capace di svolgere attività extra professionale in forma occulta, millantando il suo essere influente per il perfezionamento di varie procedure ad evidenza pubblica, bandite da varie stazioni appaltanti. Nell’informativa del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Catanzaro datata febbraio 2023 e confluita agli atti dell’inchiesta che ruota intorno ad un giro di corruzione, peculato, truffa per incarichi e favori in Regione e che vede indagati dirigenti regionali, professionisti, imprenditori e politici, gli investigatori tracciano l’identikit dell’allora finanziere Ercole D’Alessandro e dei suoi rapporti con l’attuale direttore generale del dipartimento regionale della Montagna e Forestazione Domenico Pallaria e del politico Alfonso Dattolo. D’Alessandro, indagato per concussione, ricettazione, varie ipotesi di accesso abusivo alla banca dati, secondo gli investigatori, si rivela il nodo nevralgico di una fitta rete di personaggi politici, imprenditori, dirigenti pubblici, professionisti e altri faccendieri che si interfacciano con l’ex finanziere di Catanzaro per il conseguimento di vicendevoli favori.
L’accordo per i lavori della Metro a Catanzaro
Negli atti emerge il ruolo di primo piano del politico crotonese, Alfonso Dattolo, ex consigliere regionale e sindaco di Rocca di Neto, referente regionale di un consorzio. D’Alessandro, secondo gli investigatori, ha operato in stretta sinergia con Dattolo in particolare per il subbappalto di lavori nell’ambito delle opere per la realizzazione della metropolitana di Catanzaro. La spesa complessiva prevista per la Metropolitana di superficie era di 145 milioni di euro. Il finanziere, secondo quanto riportato nell’informativa, si attiva nei confronti dell’ influente dirigente regionale Domenico Maria Pallaria, per ottenere un subappalto di lavori della metropolitana in favore di un’azienda sponsorizzata da Alfonso Dattolo. Pur di ottenere un compenso per il proprio operato, D’Alessandro si spinge anche a minacciare il beneficiario del subappalto.
Le minacce del finanziere
In particolare D’Alessandro, all’epoca in servizio alla Guardia di Finanza, avrebbe veicolato la richiesta per l’affidamento di lavori in subappalto in favore di un’azienda riconducibile ad una famiglia di imprenditori di Cirò Marina. Dalle attività tecniche, emerge come lo stesso si sia rivolto all’ingenere Pallaria, richiesta commissionata a D’Alessandro da Alfonso Dattolo. Entrambi, in base alle intercettazioni, concordano di riscuotere dagli imprenditori crotonesi a subappalto affidato, un determinato compenso per la mediazione prestata da suddividere tra loro con l’accortezza di adottare le necessarie precauzioni volte ad occultare la figura di D’Alessandro. Una volta perfezionato il subappalto, il referente della famiglia degli imprenditori cirotani rinvia di volta in volta la corresponsione del compenso richiesto, motivando questo tergiversare con contingenti problematiche di natura finanziaria. A fronte della reiterata riluttanza, D’Alessandro tenta seppur indirettamente di estorcere la somma, minacciando dapprima di sabotare l’affidamento e successivamente di denunciare alla competente autorità giudiziaria la sussistenza di un legame tra l’imprenditore stesso ed esponenti della criminalità organizzata, come documentato da una fotografia di cui D’Alessandro riferisce di essere in possesso e che avrebbe potuto utilizzare.
La logica del tornaconto personale
Secondo gli investigatori, in questo episodio, risulta in modo inequivoco la disinvoltura con cui D’Alessandro è solito agire, seguendo la logica del tornaconto personale, avulsa dalle finalità istituzionali a cui avrebbe dovuto attenersi. E ancora prima di coinvolgere Pallaria per la concessione del subappalto all’imprenditore cirotano, viene intercettato un messaggio inviato su whatsapp da Dattolo a D’Alessandro nel quale il primo chiede notizie sui pagamenti relativi ai lavori della metropolitana a Catanzaro e per ottenere l’informazione D’Alessandro si rivolge a Pallaria. I messaggi ricevuti da quest’ultimo vengono immediatamente inoltrati a Dattolo.









