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18 Marzo 2026
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Inchiesta Hydra, al via a Milano il maxi processo sulle mafie: 45 imputati alla sbarra

Si apre a Milano il processo ordinario dell’inchiesta Hydra sulla presunta alleanza tra Cosa nostra, ’ndrangheta e camorra in Lombardia. In aula 45 imputati, dopo le 62 condanne già inflitte

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Parte domani, nell’aula bunker di via Filangieri a Milano, il processo ordinario legato all’inchiesta Hydra, una delle più rilevanti indagini antimafia degli ultimi anni in Lombardia. Saranno 45 gli imputati chiamati a comparire davanti ai giudici dell’ottava sezione penale del Tribunale di Milano, dopo le 62 condanne già emesse lo scorso gennaio con rito abbreviato, con pene fino a 16 anni di carcere.

L’accusa: alleanza tra Cosa nostra, ’ndrangheta e camorra

Al centro dell’indagine della Procura di Milano c’è la presunta esistenza di un sistema mafioso unitario in Lombardia, frutto dell’alleanza tra Cosa nostra, ’ndrangheta e camorra. In aula saranno presenti, anche in collegamento dalle carceri, alcuni nomi ritenuti di primo piano, tra cui Paolo Errante Parrino, Gioacchino Amico, Santo Crea e Giancarlo Vestiti. Le accuse contestate, a vario titolo, vanno dall’associazione mafiosa alle estorsioni aggravate dal metodo mafioso, fino ai reati legati alle armi.

Il nodo Gregorini e l’estradizione dalla Colombia

Tra i punti centrali della prima udienza ci sarà la posizione di Emanuele Gregorini, detto “Dollarino”, considerato dagli inquirenti un elemento chiave del presunto “sistema mafioso lombardo”. Di recente estradato dalla Colombia, per lui è già stata fissata una nuova udienza ad aprile, ma la sua posizione potrebbe essere riunita al procedimento principale.

Il caso Bernardo Pace e i verbali dei collaboratori

Il processo si apre a pochi giorni dalla morte di Bernardo Pace, il detenuto deceduto nel carcere di Torino, dove si indaga per istigazione al suicidio. Pace, ritenuto vicino al mandamento di Castelvetrano, aveva iniziato a collaborare con la Direzione distrettuale antimafia di Milano. I suoi verbali, insieme a quelli di altri collaboratori di giustizia, potrebbero entrare già nelle prime fasi del dibattimento.

Dalle scarcerazioni agli arresti: la svolta della Cassazione

L’inchiesta Hydra ha avuto un percorso giudiziario complesso. Nell’ottobre 2023 il gip aveva respinto gran parte delle richieste di arresto, escludendo anche l’accusa di associazione mafiosa per molti indagati. Successivamente, però, il Tribunale del Riesame ha ribaltato quella decisione, riconoscendo la sussistenza dell’associazione mafiosa per diversi imputati. La Cassazione ha poi confermato l’impianto accusatorio, aprendo la strada a nuovi arresti.

Le condanne del rito abbreviato e il quadro accusatorio

La sentenza emessa a gennaio, al termine del rito abbreviato, ha riconosciuto – secondo quanto evidenziato dal Tribunale – la presenza di una struttura criminale di tipo mafioso sulla base di un imponente quadro probatorio. Tra gli elementi chiave figurano le dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia, oltre a prove relative a reati come traffico di droga, detenzione di armi, estorsioni, rapine e reati economici sul territorio lombardo.

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