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14 Marzo 2026
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La Cassazione annulla condanna per bancarotta a imprenditore. Nuovo processo d’appello a Catanzaro

La Suprema Corte accoglie il ricorso della difesa e rinvia alla Corte d’Appello di Catanzaro per un nuovo esame sulla posizione dell’imputato legata al fallimento di una società di costruzioni

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La Corte di Cassazione ha annullato la condanna nei confronti dell’imprenditore C.A., accusato di bancarotta fraudolenta in relazione al fallimento della società Penta Costruzioni s.r.l.. La Suprema Corte ha disposto il rinvio del procedimento alla Corte d’Appello di Catanzaro per un nuovo esame della vicenda, accogliendo il ricorso presentato dal difensore dell’imputato, avvocato Vitaliano Leone.

L’ipotesi accusatoria

Secondo quanto emerso nel corso delle indagini, l’imprenditore avrebbe agito come amministratore di fatto della società, concorrendo con l’amministratore legale nel distrarre beni aziendali e causare un ammanco patrimoniale stimato in oltre 700mila euro, oltre ad aver distrutto le scritture contabili della società. Tali condotte, secondo l’accusa, avrebbero aggravato la situazione economico-finanziaria della Penta Costruzioni fino al dissesto e alla dichiarazione di fallimento.

Le precedenti sentenze di condanna

Il Tribunale di Catanzaro, in primo grado, aveva riconosciuto l’imprenditore colpevole del reato contestato, condannandolo a tre anni di reclusione. La Corte d’Appello di Catanzaro aveva poi confermato integralmente la sentenza di condanna, riconoscendo la cosiddetta “doppia conforme”. Entrambe le pronunce avevano ribadito la sussistenza del ruolo di amministratore di fatto, attribuendo all’imputato la responsabilità delle operazioni che avrebbero svuotato il patrimonio della società.

Il ricorso per Cassazione

Contro la sentenza d’appello, la difesa — rappresentata dall’avvocato Vitaliano Leone — ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo l’assenza dei presupposti giuridici per attribuire all’imputato la qualifica di amministratore di fatto e contestando la ricostruzione dei fatti operata dai giudici di merito. La difesa ha inoltre sollevato questioni sulla motivazione della sentenza d’appello e sull’erronea applicazione delle norme in materia di bancarotta fraudolenta.

L’annullamento e il rinvio

Accogliendo il ricorso, la Suprema Corte ha disposto l’annullamento della sentenza impugnata, rinviando il procedimento alla Corte d’Appello di Catanzaro in diversa composizione per un nuovo esame della vicenda. Le motivazioni della decisione della Cassazione saranno rese note con il deposito integrale della sentenza, previsto nei prossimi giorni.

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