Svolta giudiziaria per la sanità privata convenzionata del Vibonese. La Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti della Calabria ha respinto integralmente la richiesta di risarcimento danni presentata dalla Procura regionale contabile nei confronti della casa di cura Villa dei Gerani e di altri tre soggetti coinvolti. L’organo inquirente, sulla scorta di un’informativa trasmessa dalla Guardia di Finanza nel giugno 2024 e scaturita da un’inchiesta della Procura della Repubblica di Vibo Valentia, aveva quantificato un presunto danno erariale pari a 8.818.542,41 euro in favore dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Vibo Valentia, oltre a interessi legali e rivalutazione monetaria. Il giudizio vedeva citati la società Villa dei Gerani Gestione srl, rappresentata dai legali Vincenzo Trungadi e Agostino Caridà, unitamente a Cesare Curatola (difeso da Antonio Fuscà), Guido Rigazzi (assistito da Giuseppe Arcuri) e Giuseppe Euticchio (tutelato dagli avvocati Giovanni Spataro, Carlo Merani e Roberto Serventi). Nel merito del contenzioso relativo agli interventi sanitari di natura oculistica erogati dalla struttura, il collegio giudicante ha stabilito la totale assenza di danno erariale e l’insussistenza di profili di dolo o colpa grave a carico dei convenuti.
Le censure del collegio sulla gestione della sanità regionale
Accanto al proscioglimento dei citati, il dispositivo emesso dai giudici contabili traccia un quadro severo sulla conduzione e sulle prassi amministrative del comparto della salute nel territorio calabrese. Il testo del provvedimento evidenzia infatti pesanti lacune organizzative a livello sistemico e istituzionale, individuando nella governance pubblica la radice delle criticità emerse.
I giudici sottolineano infatti in sentenza la “grande confusione disciplinare e amministrativa nella materia sanitaria in Calabria dove l’intero sistema sanitario regionale calabrese ha operato secondo una prassi deviante per oltre un decennio. Ciò, si legge in sentenza, costituisce un preoccupante elemento di disorganizzazione istituzionale che rappresenta la dimensione collettiva del fenomeno censurato e che ha avuto un suo avallo di legittimità dagli stessi organi di vertice della sanità calabrese”.















