La partita sui fondi destinati al progetto “Luce nelle periferie” non è ancora chiusa. Dopo la decisione della Regione Calabria di revocare l’ammissione al finanziamento, il Comune di Vibo Valentia ha deciso di verificare la possibilità di impugnare il provvedimento davanti al Tar Calabria.
La vicenda nasce dal decreto dirigenziale regionale del 1° settembre 2026, con il quale la Regione ha disposto in autotutela l’annullamento dell’ammissione dell’intervento presentato dall’amministrazione vibonese nell’ambito dell’avviso pubblico “Partecipo”.
Il provvedimento è arrivato al termine di un nuovo esame della documentazione da parte della Commissione di valutazione della Cittadella regionale. Alla base del riesame vi erano anche i ricorsi presentati al Tar Calabria da Catanzaro, Rosarno e Montalto Uffugo, che avevano contestato presunte disparità di trattamento legate a vizi procedurali e formali nella valutazione delle domande.
Il nodo è nella documentazione presentata
A determinare l’esclusione di Vibo Valentia sarebbe stata una specifica carenza individuata negli atti trasmessi per la partecipazione al bando.
La Commissione regionale ha infatti rilevato l’assenza della dichiarazione del Responsabile Unico del Progetto (RUP), documento espressamente previsto dall’avviso e richiesto a pena di inammissibilità della domanda.
L’amministrazione comunale aveva provato a intervenire sulla questione attraverso controdeduzioni e documentazione integrativa, trasmesse alla Regione alla fine di luglio. L’obiettivo era ottenere il ricorso al soccorso istruttorio oppure la possibilità di sanare e convalidare l’atto.
La richiesta, però, non ha modificato l’esito della procedura. La Regione ha confermato l’inammissibilità originaria della candidatura, determinando l’esclusione del capoluogo vibonese dalla graduatoria definitiva dei finanziamenti.
La Giunta decide la linea da seguire
Dopo il definanziamento, l’amministrazione comunale ha scelto di approfondire sul piano giuridico la possibilità di contestare il provvedimento.
La Giunta comunale, guidata dal sindaco Enzo Romeo, si è riunita d’urgenza il 15 settembre presso la delegazione di Vibo Marina. Al termine della seduta è stata approvata la deliberazione numero 273, dichiarata immediatamente esecutiva, con la quale è stato delineato il primo passaggio della strategia dell’ente.
Per valutare la vicenda è stato individuato un professionista esterno. La scelta è legata anche alla situazione dell’Avvocatura civica: i legali interni del Comune sono infatti già impegnati davanti al Tar nella difesa dell’ente nell’ambito del ricorso promosso da Catanzaro.
L’incarico è stato quindi affidato all’avvocato Domenico Sorace, del Foro di Vibo Valentia, al quale spetterà la redazione di un parere pro veritate.
La valutazione prima dell’eventuale ricorso
Il professionista dovrà esaminare la legittimità del provvedimento con cui la Regione Calabria ha revocato i fondi e verificare la presenza dei presupposti necessari per contestarlo davanti alla giustizia amministrativa.
La decisione del Comune, dunque, non equivale ancora alla presentazione del ricorso. Il primo passaggio sarà quello di acquisire una valutazione giuridica sulla tenuta del definanziamento e sui margini concreti per procedere davanti al Tar.
Solo sulla base dell’esito di questo approfondimento l’amministrazione potrà definire i successivi passi per tentare di recuperare il finanziamento destinato al progetto “Luce nelle periferie”.













